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I due drappi rossi quasi brillano al sole e nascondono i simboli di un rinnovato “patto” tra la città e l'Arma dei Carabinieri. Il primo di quei simboli a essere svelato è la targa che dedica la piazza del waterfront ai caduti di Nassiriya; il secondo è una statua in bronzo di 2 metri e mezzo che raffigura un carabiniere che tiene per mano un bambino. Un patto, quindi, rinsaldato da simboli e parole ribadite nel corso della cerimonia tenuta, nel pomeriggio di ieri, sul lungomare Falcomatà e conclusa dall'intervento del comandante della Legione “Calabria” Riccardo Sciuto. Il generale, dopo i saluti alle autorità presenti, ha ringraziato «le vedove dei nostri caduti in servizio in pace e all'estero. E quando le “nostre” vedove sono presenti è un momento da un lato commemorativo, certo, ma anche di grande dolore perché ogni volta che noi commemoriamo scopriamo una targa che ricorda Nassyria, noi riviviamo un dolore che è anche fisico».

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Foto Attilio Morabito

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