Pubblicato il: 05/06/2026 – 12:55
REGGIO CALABRIA Una mattinata intensa, emozionante, carica di simboli, significati e messaggi. Reggio Calabria è stata, per un giorno, la vera e propria capitale dell’Arma dei Carabinieri. Per la prima volta, infatti, la Festa dell’Arma – giunta alla 212esima edizione dalla fondazione – è stata celebrata fuori Roma. Nella città dello Stretto l’atmosfera solenne è scandita dall’ordine e dalla formalità dei reparti schierati. Tra loro anche i Cacciatori di Calabria, presenza altamente simbolica in un territorio in cui l’Arma rappresenta da sempre un presidio fondamentale di legalità, sicurezza e vicinanza alle comunità. L’omaggio ai gonfaloni avviene in uno scenario mozzafiato. Sullo sfondo lo Stretto di Messina, mentre a vegliare idealmente sulla cerimonia c’è la statua della dea Athena, una delle più importanti divinità della religione greca, simbolo di saggezza, giustizia e strategia militare. Una presenza non casuale sul “chilometro più bello d’Italia”: quella statua che il compianto sindaco di Reggio Calabria volle rivolta non più verso il mare, a protezione dai nemici esterni, ma verso la città e i suoi nemici interni. La ricorrenza cade il 5 giugno, data in cui nel 1920 la Bandiera dell’Arma fu insignita della prima Medaglia d’Oro al Valor Militare per l’eroica partecipazione dei Carabinieri alla Prima guerra mondiale. A rendere ancora più solenne la celebrazione, i messaggi del presidente della Repubblica e della premier Giorgia Meloni, insieme alla presenza del ministro della Difesa Guido Crosetto, di altri ministri, sottosegretari e del presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto. Nel corso della cerimonia anche il giuramento di fedeltà alla Repubblica dei giovani del 144° Corso Allievi Carabinieri di Reggio Calabria.














