"Nelle Illusioni perdute di de Balzac c’è la descrizione di un ristorante del quartiere latino stupenda. Si capisce che c’è stata una moria di cavalli in Normandia perché in tavola c’era solo carne di cavallo". La storia della ristorazione è una lente attraverso cui leggere la storia, la società, le sue trasformazioni. Ne parlerà Camilla Baresani (foto Massimo Sestini), scrittrice e giornalista, a Seminare idee, nella conferenza Desiderio à la carte: perché usciamo a cena, sabato alle 16.45, Museo del Tessuto.
Come è nata la passione per la storia della ristorazione?
"Da mio nonno, un vero gourmet. Fin da piccola ho amato quel mondo e quella passione l’ho portata nell’ambito del mio lavoro. La storia dell’uscire a pranzo o a cena è storia sociale. E ha una data di inizio precisa: il XIX secolo. Coincide con l’ascesa della borghesia. Prima solo il ‘popolo dei senza casa’ - viandanti, pellegrini, prostitute, soldati - mangiava fuori, nelle taverne. I ristoranti iniziano a esistere quando, ghigliottinati gli aristocratici, i cuochi dei palazzi sono in giro e devono trovarsi un lavoro. Oggi, è l’’epoca dei ristoranti diffusi, dove più nessuno cucina in casa, con le città mangificio e i centri storici distrutti".







