Alessandro Chiani ha accoltellato Davide Cavallo non per un "mero scopo di lucro", ossia impadronirsi della banconota da 50 euro, ma per "dare libero sfogo alla violenza e affermare la propria superiorità". La sua reazione, quando ha saputo che la vittima rischiava di rimanere paralizzata, "rivela un carattere che si pone oltre le soglie più estreme di freddezza e cinismo", emerso dalle conversazioni con gli altri ragazzi della gang agli atti dell’inchiesta: "Non so perché, però continuo a ridere", affermava. Questa e altre frasi degli indagati, intercettate, "consegnano uno spaccato di agghiacciante disumanità di cui forse un giorno essi risponderanno davanti alle proprie coscienze". Considerazioni messe nero su bianco dal gup di Milano Alberto Carboni, nelle motivazioni della sentenza con cui ha condannato il 19enne Chiani a 20 anni di reclusione per tentato omicidio pluriaggravato per aver rapinato e accoltellato lo studente della Bocconi Cavallo il 12 ottobre dell’anno scorso, in un raid notturno nella zona di corso Como.

Il 18enne Ahmed Atia, anche lui giudicato con rito abbreviato, è stato condannato a 10 mesi e 20 giorni per omissione di soccorso, mentre si aprirà il 7 luglio il processo a carico dei tre minorenni che parteciparono a quella brutale aggressione durata 21 secondi, riducendo la vittima in fin di vita e provocandole danni fisici permanenti. Prima della sentenza, Davide Cavallo aveva scelto di scrivere una lettera esprimendo "perdono" e "vicinanza" ai ragazzi che lo hanno colpito o, come Atia, sono rimasti a guardare senza intervenire. "Ho bisogno di trovare un senso in quello che è successo – spiega – e il senso per ora è stato l’incontro e il farsi riconoscere come persona". Uno dei suoi legali, l’avvocato Luca Degani, sottolinea che "le motivazioni della sentenza non cambiano, pur con la gravità di quanto riportato, le scelte di Davide di perdono e vicinanza a entrambi i ragazzi. Per Davide sono entrambi giovani ragazzi che ritiene possano essere “buoni”. Ciò non toglie il dolore e la preoccupazione per il futuro – conclude – tanto più per i genitori". Uno studente che, annota il giudice, ha subito una "devastazione esistenziale" a causa di un "minuto di crudeltà" completamente gratuita.