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Federico Berni

Alessandro Chiani, condannato a 20 anni, quando ha saputo che lo studente aggredito sarebbe rimasto paralizzato si è messo a ridere: «Comportamento oltre le soglie più estreme di freddezza e cinismo»

Una vicenda – quella dell’accoltellamento ai danni di Davide Cavallo, il 22enne rimasto invalido per una rapina da 50 euro commessa lo scorso ottobre nella zona della movida di corso Como – che restituisce «uno spaccato di agghiacciante disumanità di cui, forse, un giorno essi (i giovani imputati, ndr) risponderanno davanti alle proprie coscienze». Lo scrive il gup Alberto Carboni nelle motivazioni della sentenza che ha condannato i due maggiorenni del gruppo di cinque aggressori – i due monzesi Alessandro Chiani e Ahmed Atia, di 19 e 18 anni – rispettivamente a 20 anni di reclusione per tentato omicidio e rapina in concorso (per lui erano stati chiesti 12 anni) e a 10 mesi e 20 giorni per omissione di soccorso (la richiesta del pm era di 10 anni per gli stessi reati del primo).

Un fatto di «eccezionale gravità» e «assoluta, gratuita sproporzione fra la violenza esercitata» e l'obiettivo da «perseguire», cioè la rapina da 50 euro, riporta il giudice. «In quei momenti Davide chiedeva la restituzione del denaro che gli era stato sottratto - si legge - ma teneva un contegno da cui non poteva derivare il pur minimo pericolo: egli barcollava, si era financo sbattuto contro un palo mentre chiedeva i suoi soldi e si aggrappava alle caviglie» di uno degli imputati minori «per non farlo allontanare». Una vittima che è stata «pestata selvaggiamente» con una «sconsiderata e immotivata carica di violenza» fatta di «pugni, calci al volto e coltellate al ventre» ed esplosa da un gruppo in «schiacciante superiorità numerica per infierire contro una persona ormai sopraffatta».