Fine vita Il ddl Bazoli arriva in aula, i partiti di governo rinviano di nuovo tutto in commissione
La legge sul fine vita richiesta sette anni fa dalla Corte costituzionale è di fatto morta. Con eutanasia, dopo una lunga vita di sofferenze e senza dignità. Come previsto, infatti, il ddl Bazoli, approdato in Aula al Senato ieri senza relatori, dopo appena un’ora e mezza di interventi è stato rispedito alle commissioni riunite Giustizia e Sanità dove lo stallo perdura da oltre due anni. Il testo del senatore dem Bazoli era stato ripescato proprio per l’impossibilità di sbloccare l’impasse in commissione – a mediare era stato il presidente La Russa dopo il pressing di Forza Italia – ma con 88 voti favorevoli e 59 contrari la maggioranza ieri ha approvato la questione sospensiva presentata da Fd’I e ha rinviato di nuovo la palla fuori dagli spalti.
IL PRESIDENTE dei senatori meloniani Malan ha spiegato che in commissione la discussione ripartirà dal testo base dei relatori Zanettin (FI) e Zullo (Fd’I), «unitamente ad altre proposte, compresa quella di iniziativa popolare». Una precisazione d’obbligo, quest’ultima, dopo che l’associazione Coscioni ha diffidato il presidente La Russa per la mancata calendarizzazione della loro pdl depositata 11 mesi fa. Intanto, la capogruppo forzista Stefania Craxi aveva già ottenuto la proroga al 9 maggio per la presentazione degli emendamenti. Ma sono tutti solo diversivi: la maggioranza spera così di arrivare a quell’intesa che non ha trovato finora tra le destre liberali e quelle oltranziste. Mentre, come ricorda De Cristofaro (Avs), il ddl Bazoli è pronto da tempo, visto che aveva già ottenuto il primo sì alla Camera nella scorsa legislatura, anche con i voti favorevoli di alcuni esponenti del centrodestra.











