3 Giugno 2026 – Lettura: 4 minuti
L’insulto di un giudice ai giovani disoccupati del Paese è diventato uno slogan. E ora l’organizzazione potrebbe uscire dai social e diventare una vera forza politica. I precedenti europei dei cosiddetti partiti-scherzo.
Nato come una provocazione, il Partito degli Scarafaggi potrebbe presto entrare nella politica indiana. Tutto è cominciato il 15 maggio quando Surya Kant, giudice della Corte Suprema indiana, ha definito «scarafaggi e parassiti» i giovani disoccupati impegnati nel giornalismo e nell’attivismo. La dichiarazione ha suscitato indignazione e reazioni sui social, dando origine a un movimento che ha scelto di trasformare l’insulto in un simbolo di lotta.
Il messaggio dietro i meme
Il Partito Popolare degli Scarafaggi, fondato da Abhijeet Dipke, un esperto di comunicazione indiano residente a Boston, è nato come iniziativa satirica online e si è imposto sui social con account in Instagram, LinkedIn, Facebook e X (dove il profilo è stato chiuso per ragioni legali che molti interpretano come censura). Chiunque si identifichi con i termini disoccupato, fisicamente pigro e capace di lamentarsi in modo professionale è stato invitato a iscriversi. Dietro meme e video generati dall’IA emergono però rivendicazioni politiche precise: dalla critica alla corruzione del sistema politico indiano alla scarsa attenzione verso le nuove generazioni, passando per le disuguaglianze di genere e la mancanza di trasparenza nei processi elettorali.












