C’è un modo tutto catanzarese di trattare le cose che funzionano: guardarle con sospetto. Se un’azienda pubblica perde soldi, accumula debiti, si trascina tra inefficienze e mezzi vecchi, allora rientra nel paesaggio. Se invece comincia a camminare, rimette ordine nei conti, rinnova la flotta, digitalizza i servizi e torna a essere presentabile, allora diventa quasi un problema. È il caso dell’Amc, la municipalizzata del Comune di Catanzaro che si occupa della mobilità urbana. Con l’approvazione del bilancio 2025 è arrivata a scadenza naturale l’esperienza triennale dell’amministratore unico Eugenio Felice Perrone, avvocato catanzarese, scelto tre anni fa dall’amministrazione guidata dal sindaco Nicola Fiorita per prendere in mano una società che arrivava da una stagione pesantissima: debiti finanziari, destrutturazione aziendale, flotta datata, inefficienze diffuse. Un grande carrozzone, per usare un’espressione ruvida ma efficace. Tre anni dopo, Perrone lascia un’azienda diversa. Debiti finanziari azzerati, macchina amministrativa rimessa in moto, parco mezzi rinnovato, servizi modernizzati. In un’altra città, forse, sarebbe bastato per una conferma. A Catanzaro, invece, no.

La lettera ai dipendenti: toni bassi, messaggio chiarissimo