Il rinnovo dei vertici dell’Amc, l’azienda della mobilità della città di Catanzaro, si trasforma nel terreno di uno scontro politico frontale che mette sotto accusa le dinamiche interne a Palazzo de Nobili. Al centro della polemica vi è il bilancio del mandato giunto a conclusione e la successiva gestione delle nomine per la governance della società partecipata. Un avvicendamento che viene contestato per i metodi e le logiche che ne starebbero guidando le scelte strategiche.
L’analisi parte da un esplicito e netto riconoscimento del lavoro svolto dal presidente uscente dell’azienda di trasporto pubblico, evidenziando una rottura rispetto alle consuetudini del dibattito cittadino: “Per amore della verità, se esistessero davvero lealtà, sincerità e libertà, purtroppo spesso una chimera nella vita e nel mondo politico, bisognerebbe alzarsi in piedi e applaudire il tuo impegno e il tuo operato. Sviluppo, formazione professionale e innovazione sono soltanto alcune delle aree sulle quali hai investito, contribuendo concretamente alla crescita della partecipata. Il tuo mandato è giunto a scadenza e, a mio avviso, ancora una volta sembrano prevalere accordi trasversali e logiche politiche che da tempo caratterizzano l’amministrazione Fiorita” ha affermato Fabio Celia.






