Noa sarà in tour in Italia a luglio e settembre, la cantautrice e attivista racconta a Fanpage: “Le prossime elezioni saranno decisive per Israele. La musica può ancora avvicinare le persone”. E a Eurovision 2026 non avrebbe partecipato, pur essendo contro il boicottaggio.
Noa
"Pace" è una delle parole che Noa, cantante israeliana e attivista, ripete più spesso durante la lunga intervista telefonica fatta qualche giorno fa. L'occasione è stato il suo ritorno in tour in Italia, l'album "The giver and the Sea" e il festival "Re-Imagine Peace" che si terrà dal 10 al 12 luglio a Firenze, uno spazio interdisciplinare che ha come obiettivo quello di parlare di pace, appunto. Impossibile, però, che la discussione non cada sulla questione israelo-palestinese che dura da oltre un secolo, il peso di Netanyahu al Governo, cosa significa per un israeliano vivere sotto il suo governo, il trauma vissuto, spiega, dai due popoli, dal bisogno di muoversi per una soluzione pacifica. Ma anche di boicottaggio all'Eurovision, con cui non è d'accordo anche se, ammette, lei non sarebbe mai andata a cantare mentre è in corso una guerra oltre alla musica. E del ritorno in Italia, con il tour e con il festival in cui unisce la musica al suo attivismo e a cui parteciperanno, tra gli altri, anche il Cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca di Gerusalemme e Izzedin Elzir, Imam di Firenze.








