Noa, partiamo da quella sera. 4 novembre 1995, Tel Aviv, la manifestazione per celebrare gli Accordi di Oslo. Sono le 21.30.
“Avevo cantato, ero già scesa dal palco per dare un abbraccio e un bacio a Yitzhak Rabin. Il premier sale su per fare il coro, stonatissimo e imbarazzato, in ‘Shira LaShalom’ con Miri Aloni, che aveva reso famoso questo pezzo pacifista quando era nell’esercito”.
E dopo?
“È sceso anche lui, il foglio con il testo della ‘Canzone della pace’ ripiegato nel taschino della giacca. È stato quello, dei tre proiettili sparati dal killer, un estremista di destra ebreo, a risultare fatale. Trapassando il foglio e inondandolo del suo sangue. Lo conserviamo al Centro Rabin per la Pace. Fu un momento tragicamente mitologico”.
Che le cambiò la vita.







