Un riferimento assoluto per tecnologia, cybersicurezza e crimini digitali, privacy, diritti digitali e per gli equilibri internazionali del mondo hi-tech. Un esempio di rigore giornalistico: Carola Frediani – giornalista e analista nata a Genova 51 anni fa - è scomparsa oggi dopo un tumore scoperto da pochi mesi. Le sue condizioni si sono aggravate rapidamente.

L’ultima sua creatura era stata il libro L’inganno dell’automa, uscito nella seconda parte del 2025, ma il percorso di Frediani è stato lungo e ricco di traguardi e di qualità di visione e analisi di un mondo, come quello della cybersicurezza e della privacy, terremotato da continue novità, indagini, scandali e inchieste. Molto prima che esplodessero casi come Pegasus, Cambridge Analytica o gli attacchi ransomware agli ospedali, Frediani aveva già individuato i segnali (e i rischi) di una trasformazione profonda. Nei suoi libri, da Dentro Anonymous a Deep Web. Viaggio nel lato oscuro della Rete e #Cybercrime, passando per Guerre di Rete, ha spiegato come internet stesse diventando uno spazio geopolitico, economico e militare popolato da governi, gruppi criminali, attivisti e grandi aziende tecnologiche.

La sua impresa forse più popolare è proprio Guerre di Rete, una newsletter omonima al volume del 2018 lanciata poco dopo e divenuta tappa obbligata per tutti gli addetti ai lavori, per i ricercatori e per i tanti appassionati, fino a contare oltre 13mila iscritti. Nel tempo è cresciuta in un progetto più ampio come sito e associazione culturale al quale hanno collaborato altri colleghi esperti del settore. Da un paio di anni si era aggiunta anche una newsletter quindicinale in inglese, Digital Conflicts.