Carola Frediani, esperta di tecnologia e ai diritti digitali, è morta mercoledì 3 giugno a soli 51 anni dopo una lunga malattia. Scrittrice, saggista e reporter investigativa, la giornalista genovese era considerata una vera e propria pioniera nel racconto della cybersicurezza, della privacy e della geopolitica della Rete. L’annuncio del decesso è arrivato direttamente dal sito del suo progetto editoriale più celebre, Guerre di Rete: “Carola è stata anima e linfa di Guerre di Rete e lascia un vuoto incolmabile in tutti coloro che l’hanno conosciuta in questi anni”. Lascia la mamma Luciana, il marito Luca, sposato da poco, e un figlio 17enne.

Chi era Carola Frediani: la carriera da Totem a La Stampa

Nata a Genova, dopo una laurea in Letteratura e un Master all’University of Pittsburgh, Carola Frediani aveva iniziato a scrivere per l’agenzia Totem di Franco Carlini, tra i primi in Italia a occuparsi di Internet.Nel 2010, insieme ad altri colleghi, aveva fondato l’agenzia Effecinque.Tra il 2014 e il 2017 ha collaborato con La Stampa, occupandosi prima di social media, poi contribuendo a strutturare il primo team interno dedicato alla gestione delle piattaforme, e in seguito entra a far parte del team Inchieste.Il responsabile di La Stampa Tech, Bruno Ruffilli, ha sottolineato come la redazione la ricordi con profonda commozione, sottolineando il rigore della sua ricerca e la sua capacità di smontare con una battuta le discussioni: “Lascia un vuoto enorme”.Nel corso degli anni aveva anche collaborato con le maggiori testate nazionali e internazionali, firmando inchieste per Wired, L’Espresso, Il Corriere della Sera, Agi e Vice.Il successo di Guerre di Rete e i libri sul cybercrime