L'Ocse ha rivisto al ribasso le sue previsioni di crescita globale, avvertendo che l'aumento dei prezzi dell'energia, le tensioni geopolitiche e un'inflazione persistente stanno pesando sull'economia mondiale e potrebbero spingere diversi Paesi in recessione se le attuali perturbazioni dovessero continuare.

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Nell'aggiornamento trimestrale, l'organizzazione, che rappresenta 38 Paesi industrializzati, prevede per il 2026 una crescita dell'economia mondiale del 2,8%, in calo rispetto alla precedente stima del 2,9%.

Tuttavia, se il conflitto dovesse protrarsi fino al 2027, la crescita globale potrebbe rallentare al 2,1%, ha sottolineato l'Ocse. Si tratterebbe di un livello ben al di sotto del tasso medio annuo del 3,4% registrato tra il 2013 e il 2019, prima della pandemia di Covid-19.

«Più a lungo dureranno le perturbazioni, maggiori saranno i costi economici e sociali», ha dichiarato nel rapporto il capo economista dell'Ocse, Stefano Scarpetta.