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Paolo Centofanti

Dopo la terribile esplosione avvenuta durante il test statico dei motori del razzo New Glenn, Blue Origin prevede di poter riparare sul posto la torre di supporto, mentre altre infrastrutture critiche avrebbero subito meno danni del previsto

Blue Origin ha completato l'ispezione della piattaforma di lancio LC-36 dopo la gigantesca esplosione causa da un'anomalia durante il test statico di accensione dei motori di un razzo New Glenn. Secondo quanto comunicato dall'azienda, l'entità dei danni dovrebbe consentire a Blue Origin di riprendere la propria operatività con un nuovo lancio da Cape Canaveral entro la fine dell'anno.

L'aggiornamento è arrivato dal CEO di Blue Origin, Dave Limp, che ha spiegato che se il mezzo trasportatore che consente di posizionare in verticale il razzo è andato distrutto, la torre di supporto è riparabile sul posto, mentre i vicini serbatoi di idrogeno, ossigeno, metano e azoto liquidi non hanno subito danni significativi. Solo danni estetici anche per la torre dell'acqua, mentre il booster e due esemplari di secondo stadio New Glenn presenti nel vicino hangar per le operazioni di integrazione, sono rimasti intatti. Il trasportatore non verrà invece sostituito, visto che Blue Origin intende comunque passare al montaggio degli stadi uno sopra l'altro direttamente sulla piattaforma di lancio. Distrutta completamente invece dall'esplosione la torre parafulmini, che ha la funzione di proteggere il razzo e i suoi apparati in caso di maltempo, per evitare di doverlo rimuovere dalla piattaforma.