I ricercatori hanno determinato che un integratore a base di batteri Akkermansia muciniphila può contrastare il recupero del peso dopo averlo perso a seguito di una dieta. I risultati dello studio su Nature Medicine.

Un nuovo studio pubblicato su Nature Medicine ha dimostrato che un batterio naturalmente presente nel nostro intestino, Akkermansia muciniphila, se somministrato tramite un integratore può contrastare il recupero del peso perduto con una dieta. In sostanza, può proteggere i preziosi risultati raggiunti dopo mesi – o magari anni – di dedizione e sacrifici. Chiunque ha fatto una dieta, del resto, sa bene che mantenere il peso perduto è molto complicato; il rischio di riprenderlo – pure con gli interessi – è decisamente elevato. Un recente studio pubblicato su BMC Medicine e condotto da scienziati dell'Ospedale Popolare dell'Università di Pechino (Cina), ad esempio, ha determinato che questo “effetto rimbalzo” può verificarsi anche quando si interrompe la somministrazione dei nuovi super farmaci dimagranti, come la semaglutide e la tirzepatide, sebbene un'altra indagine ha evidenziato che i chili persi possono essere mantenuti per anni.

Ciò che è certo è che molto spesso il recupero del peso viene attribuito alla scarsa forza di volontà di chi si era impegnato tanto nel perderlo; ciò nonostante, come spiegato dalla professoressa Rachel Woods, docente di Fisiologia presso l'Università di Lincoln, il calo ponderale comporta anche dei cambiamenti nel nostro organismo che possono catalizzare il recupero, anche se non ci si abbuffa. Poter contare su un integratore a base di batteri in grado di contrastare il recupero del peso dopo una dieta, pertanto, potrebbe rappresentare un prezioso aiuto per molte persone. A condurre lo studio è stato un team di ricerca internazionale guidato da scienziati dei Paesi Bassi dell'Istituto “NUTRIM” di Nutrizione e Ricerca Traslazionale sul Metabolismo del Centro Medico Universitario di Maastricht e del Centro di Biologia dei Sistemi di Maastricht, che hanno collaborato a stretto contatto con i colleghi di vari istituti. Fra quelli coinvolti il Dipartimento di Scienze Biomediche e Centro di Ricerca Metabolica di Base della Fondazione Novo Nordisk dell'Università di Copenaghen (Danimarca) e la società The Akkermansia Company SA di Mont-Saint-Guibert (Belgio). Gli studiosi, coordinati dalla professoressa Ellen E. Blaak, hanno coinvolto nell'indagine 90 persone in sovrappeso o obese in un esperimento ad hoc: sono state innanzitutto invitate a seguire una dieta ipocalorica per otto settimane (due mesi) a base di frullati e altri prodotti sostituivi dei pasti, per un totale di 800-900 calorie al giorno. Grazie a questo modello nutrizionale hanno ottenuto una perdita di peso complessiva uguale o superiore dell'8 percento (in pratica, una persona di 100 kg ha perso almeno 8 chilogrammi). Dopo la dieta ipocalorica, i partecipanti hanno iniziato a seguire un'altra dieta sana ma “ad libitum” (cioè con pasti a piacere) per 24 settimane. In questa fase sono stati divisi in due gruppi: il primo ha assunto quotidianamente un integratore a base di Akkermansia muciniphila, il secondo un placebo.