Venezia. E’ l’eterno ritorno della patrimoniale. Quando il centrosinistra non sa che pesci pigliare, lasciando per strada consenso e città al voto, ecco che rispunta come una cantilena la panacea contro i super-ricchi. “Siamo favorevoli a una patrimoniale europea, vedremo in che modo si potrà intervenire anche a livello nazionale: tassare i miliardari non dev’essere un tabù”, ha dichiarato in questi giorni Elly Schlein. Peccato che le sfugga un dettaglio: “I miliardari sono già tassati, come tutti”, spiega al Foglio l’economista Carlo Cottarelli, senatore del Pd a inizio legislatura – le dimissioni arrivarono proprio per dissociarsi dalla linea politica impartita dalla nuova segretaria del partito. “Se i dem intendono davvero riproporre una tassa sulla ricchezza, andrebbero oltre Mamdani”. Cioè? “Il sindaco socialista di New York sta introducendo una serie di provvedimenti che colpiscono i redditi alti. Andando a tassare la ricchezza invece si tasserebbe due volte la stessa cosa. Il che sarebbe tecnicamente ingiusto”.L’annuncio di Elly in effetti ha creato un certo scompiglio anche all’interno della coalizione. In fatto di tassa sul lusso, il Pd va a braccetto con Avs, e con la gauche francese, sua grande ispiratrice. Il M5s sorvola. I renziani si mettono le mani fra i capelli. Di questo passo, più del campo largo rischia di non esserci più campo. “Se si vuole tentare di incidere sulla redistribuzione della ricchezza, al di là degli slogan, andrebbe semmai aumentata l’aliquota Irpef per le fasce più alte. Ma anche in quel caso la manovra riguarderebbe soltanto i redditi da lavoro: quelli da capitale sono sottoposti a una tassazione separata”, avverte Cottarelli, che è stato anche commissario alla spending review nei governi Letta e Renzi. “Occorre innanzitutto cercare di capire la proposta concreta che ha in mente il Pd: se davvero l’intenzione è andare a colpire l’1 per cento della popolazione in base al patrimonio accumulato, la logica è fallace”. Nessun margine di manovra, dunque? “Qualcosa si può fare riguardo alla tassazione sulle eredità: anche quelle sono già tassate, ma fanno parte di un reddito in origine appartenente a terzi e qui in Italia l’aliquota è più bassa rispetto ad altri paesi avanzati. Le maggiori entrate che deriverebbero da questa ipotetica contromisura però le utilizzerei per abbassare le tasse in generale. Una pressione fiscale al 43 per cento è già sufficientemente alta. Dunque, al di là della singola manovra, non vedo perché tassare la ricchezza”.Schlein e i suoi sostengono che il prezzo sostenuto da quei pochi sarebbe la soluzione per “garantire servizi pubblici fondamentali al restante 99 per cento degli italiani”. Ma è una pia illusione, che tra l’altro non allarga la base del consenso del Pd. “Non entro nel merito delle strategie elettorali”, premette il professore. “Se all’interno della coalizione io rappresentavo il centro, il Pd si è spostato un po’ troppo a sinistra: già mi sentivo stretto così. Certo è che sotto il profilo economico si tratta di idee che non risolvono nulla. Anzi. Perché sia tassando la ricchezza, sia rafforzando la progressività delle imposte, sia colpendo i redditi da capitale, quei capitali poi fuggono sempre all’estero”. A proposito di Mamdani: è bastato un provvedimento ben più circoscritto della patrimoniale – la super-tassa sulle seconde case – per spingere molti contribuenti newyorkesi a trasferirsi in Florida, dove non viene applicata alcuna imposta sul reddito statale. E’ un tema complesso, perché persistono profonde disuguaglianze sociali senza strumenti efficaci per mitigarle. “Ci vorrebbe un accordo internazionale come quello formulato in sede Ocse a proposito delle grandi multinazionali”, suggerisce Cottarelli. “Anche allora però, l’implementazione è stata limitata dal fatto che molti paesi non hanno ratificato l’accordo: se per ogni governo volitivo ce ne sono decine pronti ad attrarre i capitali in fuga, non se ne andrà mai fuori. Ma quella resta la strada da perseguire”.
Cottarelli contro la patrimoniale che piace a Schlein: "Inutile e dannosa"
“Se i dem intendono davvero riproporre una tassa sulla ricchezza, andrebbero oltre Mamdani che a New York sta introducendo una serie di provvedimenti che colpiscono i redditi alti. Perché in questo modo si tasserebbe due volte la stessa cosa. Il che sarebbe tecnicamente ingiusto”. Parla l'economista, ex senatore del Pd













