UDINE - Nuovo scontro Regione-Comune. A un battito di ciglia dall'ultimo "round" (quello fra l'assessore Federico Pirone e il vicepresidente della giunta regionale Mario Anzil) sui contributi al Teatrone, stavolta il terreno del confronto è quello, politicamente minato, della gestione dei minori stranieri non accompagnati. Nel mirino dell'assessore regionale Pierpaolo Roberti, ma anche del centrodestra cittadino (dalla leghista Francesca Laudicina a Stefano Salmè di Io amo Udine-Liberi elettori), è finito l'avviso per la concessione di contributi ad hoc per il supporto alla realizzazione di attività e progetti estivi extra-accoglienza rivolti agli under 18 stranieri in carico al Municipio. Nella delibera di giunta si legge che d'estate, per la riduzione delle lezioni, si crea «un significativo aumento del tempo libero dei minori in carico, con il conseguente rischio di stazionamento inattivo in aree pubbliche della città e l'insorgere di potenziali situazioni di disagio, marginalità o disturbo della quiete pubblica».

Da qui la scelta dell'amministrazione di colmare questo vuoto educativo estivo con attività «strutturate e sorvegliate» fra il 15 giugno e il 15 settembre: azioni di cura del verde pubblico e dei beni comuni, progetti sportivi, ma anche laboratori di cucina o informatica o uscite didattiche. Fra quota fissa e variabile, il contributo per singola istanza non potrà superare i 3mila euro per singola struttura, i 7.500 per una rete di due strutture e i 14mila per una partnership fra tre o più realtà, per un budget complessivo di 31mila euro.Risse in stazione, la stangata: chiesti 13 anni di carcere per i 19enni egiziani che terrorizzavano il centro ROBERTI La decisione della giunta De Toni ha fatto sobbalzare dalla sedia l'assessore regionale alla sicurezza: «La Regione si è assunta volontariamente l'onere, non previsto dalle proprie competenze dirette, di supportare i Comuni nel pagamento delle rette per l'accoglienza dei minori stranieri. Risulta pertanto difficile comprendere le ragioni per cui, a fronte di una costante richiesta di risorse regionali per coprire tali costi, il Comune di Udine disponga poi di fondi propri per finanziare attività ricreative supplementari», ha detto Roberti. Secondo lui lo stanziamento di 31mila euro solleva seri dubbi sull'efficacia del sistema attuale. «Appare infatti singolare che strutture le quali già percepiscono rette quotidiane per ogni minore non siano in grado di organizzare autonomamente il tempo e le attività dei ragazzi, rendendo necessario un ulteriore intervento economico esterno per colmare quello che sembra un vuoto educativo o gestionale».Per Roberti, in sostanza, il Comune non dovrebbe mettere fondi suoi per garantire attività che dovrebbero essere parte integrante dei percorsi già finanziati. «Questo scenario suggerisce che, nonostante le ingenti risorse investite, le strutture non sappiano cosa far fare ai giovani ospiti, delegando l'onere dell'integrazione e dell'occupazione del tempo libero a progetti supplementari pagati dai contribuenti. Tale scelta non solo è finanziariamente discutibile rispetto all'equità istituzionale verso la Regione, ma crea anche una disparità di trattamento, poiché questi servizi extra rimangono un privilegio esclusivo dei minori stranieri, escludendo il resto della cittadinanza locale dal beneficio di tali laboratori e attività sportive gratuite». GIACOMELLO Replica punto su punto l'assessore comunale all'Equità sociale Carlo Giacomello, che proprio in queste settimane sta visitando diverse comunità che accolgono minori stranieri: «Il bando da 30mila euro che abbiamo proposto risponde a un'esigenza legata al periodo estivo, fase in cui fisiologicamente si riducono le attività ordinarie, dai corsi di lingua ai calendari didattici, fino ai percorsi professionali. L'avviso realizzato quest'anno, peraltro non molto diverso dal bando "sport e sociale" realizzato lo scorso anno senza suscitare alcuna polemica, potenzia il servizio perché dà continuità a iniziative per tenere impegnati i ragazzi e per favorire una loro integrazione nel territorio. Non a caso, le attività prevedono percorsi di cittadinanza attiva, come la cura del verde pubblico e dei beni comuni in collaborazione con i quartieri della città, sport nei quartieri, laboratori professionalizzanti, percorsi pratici di artigianato, oltre ad attività di inclusione culturale, come laboratori didattici. L'assenza di queste attività in passato contribuiva alla generazione di non poche situazioni di disagio».Giacomello si concede anche una nota a margine: «Dispiace che si parli di una presunta disparità di trattamento e di privilegi per i minori stranieri, specie perché l'ufficio Sociale del Comune di Udine finanzia regolarmente tramite contributo iniziative come i centri estivi organizzati da alcune parrocchie della città, o, ad esempio, copre interamente il pagamento delle tariffe per i centri estivi per le famiglie segnalate come fragili dai servizi sociali. Il Comune non toglie a nessuno, casomai arricchisce».