Dal peso, all'espressione del viso alla destinazione finale. Le macchine moderne raccolgono moltissimi dati che potrebbero anche essere venduti

L'automobile oggi è un computer su due ruote e, come tutti i computer, registra e trasmette dati. Che poi possono essere venduti. Lo racconta la BBC in un lungo articolo in cui il giornalista, Thomas Germain, ricorda come aver ricevuto per la prima volta le chiavi della Toyota di famiglia sia stato vissuto come un rito di passaggio. Che significava fondamentalmente libertà. Ma le cosse sono cambiate. Le auto moderne raccolgono una quantità sorprendente di dati di chi si trova a bordo. Le case automobilistiche lo spiegano nelle loro informative sulla privacy (lunghe da leggere e quasi nessuno lo fa): conoscono dove andiamo, chi c'è in auto, come guidiamo, se allacciamo la cintura, che cosa ascoltiamo, se qualcuno è a bordo con noi e addirittura il nostro peso (ci sono auto con sensori sui sedili). Alcune macchine hanno telecamere puntate sul sedile del conducente: se ci mettiamo le dita nel naso quando siamo soli, non sarà più un segreto.

Dati e privacyLa società di consulenza McKinsey ha rilevato che nel 2021 il 50% delle auto in circolazione fosse già connesso a internet, e che entro il 2030 la quota salirà al 95%. Ma le auto connesse non sono semplicemente veicoli con un display più grande: raccolgono dati in continuazione, li aggregano, li trasmettono.