Tutto cambia, si sa. Ma fa un certo effetto vedere l’industria dell’automobile, quel colosso che ha modellato il Novecento, piegarsi al linguaggio asettico dei dati. L’Acea, l’associazione europea dei costruttori di automobili, ha deciso di fare un passo oltre le sue tradizionali statistiche sulle immatricolazioni, che già da anni sono una bibbia per chi vuole capire dove tira il vento (o meglio, dove girano le ruote). È nata “Acea: intelligence”, una piattaforma che grazie all’IA promette di trasformare numeri complessi in sapere utile, un po’ come un alchimista che trasforma il piombo in oro, ma con meno poesia e più clic. Sigrid de Vries, Direttore Generale dell’Acea, lo dice senza giri di parole: “Il nostro settore sta subendo una profonda trasformazione”. Elettrificazione, normative intricate, catene di approvvigionamento che sembrano un rebus geopolitico. È un groviglio di variabili che richiedono una bussola. E questa bussola, a quanto pare, è fatta di dashboard interattive, filtri personalizzabili e dati aggregati che l’industria stessa – non un osservatore esterno, badate bene – mette sul tavolo con l’autorevolezza di chi costruisce le macchine e sa di cosa parla. Alexandre Provost, che guida “Acea: intelligence”, la descrive come una sorta di faro per chi naviga nel caos: aziende, politici, ricercatori, tutti a caccia di chiarezza in un settore che cambia più in fretta di un cambio automatico a doppia frizione. “Dati fattuali ed esaustivi con un’esperienza digitale intuitiva”, dice, e uno quasi si immagina un ingegnere in camice bianco che, invece di stringere bulloni, accarezza uno schermo touch. Ma cosa c’è, davvero, dentro questo oracolo digitale? Tutto, o almeno così sembra. Immatricolazioni, emissioni, consumi, veicoli in uso, sicurezza, occupazione, persino il peso (non metaforico) dei camion. È una fotografia a 360 gradi dell’automobile europea, aggiornata in tempo reale, che permette di zoomare su un paese, un produttore, una tecnologia. Vuoi sapere quante elettriche circolano in Danimarca? O come se la cava un marchio rispetto a un altro in termini di CO2? Clic, clic, ed eccoti servito un grafico che parla chiaro. E qui sta il punto, forse il più interessante, per chi ancora crede che i numeri non siano solo freddi araldi di un mondo senza poesia. Questa piattaforma, assicura l’Acea, è “neutrale e senza pregiudizi”. Un’utopia verrebbe da dire, in un’epoca in cui ogni dato sembra portare con sé un’agenda. Eppure, l’idea che l’industria stessa si metta a nudo, offrendo cifre crude e lasciando agli altri – imprenditori, politici, studiosi – il compito di interpretarle, ha qualcosa di coraggioso. O, almeno, di furbo: tutti oggi chiedono trasparenza, l’Acea gioca d’anticipo. C’è, però, un’ombra che si allunga su questa impresa. L’automobile, che per un secolo è stata sinonimo di libertà, di viaggi polverosi e di sogni a quattro ruote, oggi si trova a un bivio. Non è più solo un oggetto, ma un nodo di una rete complessa: ecologia, tecnologia, politica, economia. “Acea: intelligence” sembra voler dire che per sopravvivere, l’auto deve farsi intelligenza, deve parlare il linguaggio dei bit oltre che quello dei cavalli vapore. Ma in questa trasformazione, qualcosa si perde. Forse il mito. E allora, mentre clicchiamo su un tracker interattivo per scoprire quante batterie sono state vendute in Germania, viene da chiedersi: sarà questa la strada per non smarrirsi? O è solo un modo, elegante e modernissimo, per contare le foglie che cadono da un albero che sta cambiando pelle? L’Acea, con i suoi dati, non risponde. Fornisce solo gli strumenti. Il resto, come sempre, tocca a noi.
L’automobile si fa intelligenza
L’Acea, associazione dei costruttori, propone grazie all’IA un sistema che regala una fotografia a 360 gradi dell’automobile europea, aggiornata in tempo reale…






