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Da qualche anno le automobili si sono trasformate in computer con le ruote. O, se preferite, in smartphone da una tonnellata e mezzo. In inglese vengono chiamate connected car, auto connesse: vetture costantemente collegate a internet, ai server del produttore, alle app sul telefono, alle assicurazioni, ai servizi di navigazione e ad altri veicoli.
Paghiamo anche con i nostri dati
Prima il navigatore. Poi il Bluetooth. Poi gli aggiornamenti software over-the-air. Poi i sensori di guida assistita. Poi le telecamere interne. Poi gli assistenti vocali. Poi i servizi assicurativi pay how you drive, cioè paghi quanto guidi. Ogni funzione ha aggiunto comodità. E ogni comodità ha richiesto dati. I nostri.
Oggi un’auto moderna può raccogliere posizione Gps, velocità, accelerazioni, frenate brusche, cronologia dei tragitti, contatti sincronizzati dallo smartphone, metadati delle chiamate, utilizzo dell’infotainment e molto altro.






