di
Massimo Sideri
Secondo il «Ft» gli Usa stanno valutando di allargare il perimetro dei Paesi che detengono testate nucleari. Il ritorno del dizionario della Guerra fredda e gli effetti sull'immaginario collettivo
Questo articolo è uscito nella newsletter di Scienza e tecnologia di Massimo Sideri, One More Thing. Per iscriversi cliccare qui.
Chi come me è cresciuto negli anni Ottanta ricorda bene il dizionario del nucleare a cui si era esposti nonostante la Guerra fredda si stesse ritirando negli archivi della storia: volenti o nolenti si imparava la differenza tra bombe atomiche strategiche e tattiche, tra deterrenza e first strike, tra testate a lunga gittata e missili da campo di battaglia. Era una specie di lavaggio mentale collettivo: si conosceva il contenuto del Trattato di non proliferazione nucleare, il Tnp, quasi come oggi si conoscono i dizionari degli algoritmi. Si subiva quotidianamente una sorta di strisciante pedagogia del pericolo attraverso una semiotica del nucleare, fatta di linguaggi parlati, immagini, gesti, sensazioni. Il tutto dominato dalla Tv.








