A due mesi dall’avvio del nuovo anno fiscale, il Giappone corre ai ripari contro gli effetti delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente approvando una manovra supplementare da 3.113 miliardi di yen, pari a circa 16,7 miliardi di euro. Il provvedimento, finanziato integralmente attraverso nuova emissione di debito pubblico, punta a contenere l’aumento dei costi energetici che rischia di pesare su famiglie e imprese nei prossimi mesi.
Il bilancio aggiuntivo, approvato dal governo e atteso ora al vaglio del Parlamento entro venerdì, rappresenta la risposta dell’esecutivo guidato dal premier Shigeru Ishiba alle recenti impennate dei prezzi del petrolio e del gas, alimentate dall’instabilità dell’area mediorientale e dai timori per possibili ripercussioni sulle forniture energetiche globali.
Il segretario di Gabinetto Minoru Kihara ha spiegato che l’obiettivo è ridurre l’impatto delle «persistenti incertezze nello scenario mediorientale» sull’economia nazionale, evitando che il rincaro dell’energia rallenti la ripresa dei consumi e dell’attività produttiva.
La quota principale delle risorse, pari a 2.500 miliardi di yen, confluirà in un fondo di riserva destinato soprattutto al rifinanziamento dei sussidi sui carburanti. Il governo intende così limitare gli effetti dell’aumento dei prezzi alla pompa, tema particolarmente sensibile in un Paese fortemente dipendente dalle importazioni energetiche.









