Il Giappone è pronto a stanziare circa 9.000 miliardi di yen, equivalenti a circa 49 miliardi di euro per il bilancio della difesa nel prossimo anno fiscale, superando il precedente record del 2025.

Lo riferiscono fonti governative all'agenzia Kyodo, spiegando che l'incremento risponde alle "crescenti pressioni strategiche nel Pacifico e alla richiesta esplicita degli Stati Uniti di un maggiore impegno finanziario da parte di Tokyo".

La bozza del bilancio iniziale per il 2026 - il quarto anno del piano quinquennale da 43.000 miliardi di yen varato nel 2023 - sarà approvata entro fine anno dall'esecutivo conservatore guidato dalla premier Sanae Takaichi, in carica dallo scorso ottobre.

Il pacchetto prevede investimenti mirati in capacità di deterrenza avanzata: tra i quali l'acquisto di missili ipersonici guidati, capaci di viaggiare a velocità superiori a Mach 5, e l'aggiornamento dei sistemi missilistici superficie-aria per intercettare minacce balistiche. Contemporaneamente Tokyo punta a costruire un sistema difensivo costiero battezzato "Shield" basato su droni aerei, di superficie e subacquei, con obiettivi di sorveglianza e anche intervento rapido. La svolta riflette un'accelerazione strategica senza precedenti per il Paese del Sol Levante con Takaichi che ha già annunciato l'intenzione di raggiungere la soglia del 2% del Pil per la spesa militare già nel 2025 - due anni prima del previsto - rompendo con il tetto informale dell'1% che per decenni ha limitato gli stanziamenti a circa 5.000 miliardi di yen annui.