I giochi di carte e i videogiochi hanno molto più in comune di quanto sembri. I primi rappresentano infatti una delle forme d’intrattenimento più antiche dell’umanità e, nonostante l’avanzamento tecnologico e il continuo cambiamento delle abitudini del pubblico, non hanno mai perso davvero la loro popolarità. Al contrario, negli ultimi anni hanno trovato nuovi modi per evolversi, contaminando sempre di più il mondo videoludico fino a diventarne una componente centrale.Basta guardare al recente successo di fenomeni come il gioco mobile di Pokémon TCG Pocket, al ritorno in grande stile di Magic: The Gathering o all’esplosione di titoli indipendenti come Balatro per capire quanto il pubblico sia sempre più affascinato da questo tipo di esperienza. E non si parla più soltanto di trasposizioni digitali dei classici giochi di carte fisici: ormai le carte sono diventate un linguaggio videoludico vero e proprio, capace di fondersi con generi completamente diversi.Sono sempre di più i titoli, in particolar modo indie, che propongono giochi basati su un sistema di carte che spesso viene fuso ad altri generi: questo ad esempio accade nel frenetico sparatutto Neon White, in cui le azioni del personaggio controllato, seppur libere, sono gestite da un mazzo di carte creato dal giocatore, oppure nel recente Slay the Spire II, un titolo con elementi roguelike basato completamente sui mazzi di carte costruiti dal giocatore e che ha surclassato il successo del primo capitolo con oltre tre milioni di copie vendute nella prima settimana dalla sua uscita lo scorso marzo.Il motivo di tutto questo successo è probabilmente legato alla natura stessa delle carte: sono immediate da comprendere, permettono di creare sistemi strategici profondi e si adattano facilmente a qualunque contesto, dal fantasy al cyberpunk fino all’horror. Inoltre, la loro crescente popolarità nel mondo videoludico sembra andare di pari passo con il ritorno in auge dei giochi di carte fisici: basti pensare al recente, enorme successo commerciale di Pokémon e Magic: The Gathering, sempre più presenti non solo nei negozi specializzati ma anche nella cultura pop contemporanea, con alcune carte vendute a cifre da capogiro.Gioco di carte Magic: The GatheringL’invasione dei card game nei videogiochiI giochi di carte digitali sono senza dubbio tra le esperienze videoludiche più diffuse al mondo, anche se spesso non ci si pensa immediatamente. In realtà, basta considerare quante persone passano il tempo con trasposizioni virtuali di poker, blackjack o persino del classico solitario, presenti praticamente da decenni su ogni computer e dispositivo mobile. Si tratta però di titoli più vicini al concetto di passatempo che a quello di vero e proprio videogioco strutturato.Con il tempo, gli sviluppatori hanno iniziato a sperimentare creando giochi di carte originali pensati appositamente per console e pc. Già ai tempi della prima PlayStation, ad esempio, Final Fantasy VIII proponeva il celebre Triple Triad, un gioco di carte completamente slegato dalla trama principale ma talmente immediato e divertente da diventare per molti un vero e proprio “gioco nel gioco”. Raccogliere tutte le carte rare e sconfiggere gli avversari più forti divenne rapidamente una vera ossessione per i fan, dimostrando già all’epoca quanto le meccaniche basate sulle carte potessero funzionare perfettamente anche all’interno del medium videoludico.Electronic ArtsBen presto nacquero però anche videogiochi pensati esclusivamente per simulare le esperienze dei card game fisici. Tra i primi esempi più importanti troviamo gli adattamenti digitali di Magic: The Gathering, spesso inizialmente amatoriali, e quelli ufficiali dedicati a Yu-Gi-Oh!, il cui gioco di carte finì addirittura per diventare più popolare dell’opera originale da cui era tratto. Con il passare degli anni il fenomeno è cresciuto sempre di più, fino a trasformare le carte in uno degli elementi più versatili dell’intero medium videoludico.Gioco di carte Yu-Gi-Oh!Oggi esiste infatti un’enorme quantità di titoli che utilizzano sistemi basati su carte e mazzi. Si passa dai card game puri fino a giochi appartenenti ad altri generi che adottano meccaniche di “sbustamento”, collezionismo e costruzione del deck. Lo stesso Ultimate Team di Ea Sports Fc si fonda principalmente sull’apertura di pacchetti virtuali per costruire la propria squadra ideale, replicando in tutto e per tutto le dinamiche dei giochi di carte collezionabili, con giocatori rarissimi e ambitissimi che spingono milioni di utenti a investirvi tempo e denaro. Non è un caso che questa modalità sia diventata una delle principali fonti di guadagno di Electronic Arts.Senza dubbio è però il mercato indie quello che ha esplorato maggiormente le potenzialità delle carte, dando vita a esperienze spesso originalissime. Tra i casi più celebri troviamo Balatro, titolo ispirato molto liberamente al poker e che fonde meccaniche da deck builder e roguelike. Il giocatore parte con un mazzo base e lo migliora progressivamente nel corso della partita, ottenendo potenziamenti sempre più assurdi, ma ogni sconfitta costringe a ricominciare da zero. Il successo del gioco è stato enorme: oltre cinque milioni di copie vendute e la vittoria come miglior gioco indie ai The Game Awards 2024.Gioco di carte BalatroPlaystackIl connubio tra roguelike e card game è diventato ormai profondissimo e basta fare un giro su Steam per trovare decine di produzioni che ruotano attorno a questa formula. In un mercato così affollato, però, serve sempre un’idea particolare per emergere. Uno degli esempi più importanti degli ultimi anni è Slay the Spire, che ha contribuito a definire il genere dei roguelike basati sul sistema di mazzi di carte, e il cui seguito, come sopra ricordato, ha già attirato enorme attenzione fin dall’early access. In questo gioco il combattimento ricorda quello di un classico RPG, ma ogni azione viene eseguita tramite carte: attacchi, magie, difese e abilità speciali dipendono interamente dal mazzo costruito dal giocatore.Ci sono poi titoli che utilizzano le carte in maniera ancora più creativa. Neon White, ad esempio, trasforma le carte in strumenti da usare in tempo reale per potenziare armi e movimenti, creando una sorta di frenetico sparatutto in cui conta finire i livelli il più velocemente possibile usando le carte giuste. Inscryption, invece, parte come un apparente card game roguelike per poi evolversi in qualcosa di molto più inquietante e imprevedibile, fondendo horror psicologico e metanarrazione.Mega critQuesta invasione dei card game all’interno del mondo videoludico è cresciuta parallelamente all’enorme popolarità dei giochi di carte fisici. Titoli come il gioco di carte ufficiale di Pokémon e Magic hanno conosciuto negli ultimi anni una nuova esplosione commerciale, sia in formato digitale sia cartaceo, generando guadagni immensi soprattutto grazie alla recente passione per l’aspetto collezionabile di queste carte.Collezionismo a tutti i costiNegli ultimi anni il collezionismo di carte ha vissuto una rinascita impressionante, raggiungendo livelli di popolarità e valore economico mai visti prima. Diverse aziende hanno iniziato a puntare sempre di più su edizioni limitate, carte rarissime e collaborazioni speciali pensate per attirare collezionisti e appassionati.In alcuni casi si è arrivati persino a cifre folli nel mercato della rivendita tra privati: basti pensare alla carta dell’Unico Anello di Magic: The Gathering, tratta da Il Signore degli Anelli e stampata in un’unica copia, poi venduta nel 2023 a Post Malone per circa 2 milioni di dollari. Nel mondo Pokémon si è arrivati a cifre ancora più eclatanti, come i 16,5 milioni di dollari raggiunti dalla rarissima Pikachu Illustrator, diventata uno degli oggetti da collezione più costosi di sempre.Questo crescente interesse verso il collezionismo ha contribuito al boom del mercato delle carte collezionabili. Hasbro, che detiene il franchise di Magic, ha registrato nel 2025 un aumento del 59% del fatturato, fino a circa 1,72 miliardi di dollari di ricavi, grazie soprattutto a collaborazioni con altri franchise, come ad esempio i supereroi Marvel o Final Fantasy, che hanno generato vendite enormi tra gli appassionati.Gioco di carte Magic Final FantasyWizards of the CoastIn generale, tutti i principali giochi di carte collezionabili hanno visto crescere in modo enorme le proprie community, alimentando mercati globali della compravendita dell’usato e favorendo anche la nascita di negozi specializzati esclusivamente in carte, realtà che un tempo erano molto più rare e spesso si trovavano solo all’interno di fumetterie o negozi di gadget. Oggi, invece, questo fenomeno è arrivato ovunque, Italia compresa.La mania del collezionismo non ha toccato soltanto i giochi fisici, ma anche quelli digitali. Il successo dei card game online è esploso ulteriormente negli ultimi anni anche grazie al fenomeno dello “sbustamento” virtuale, che replica in modo quasi perfetto le sensazioni del collezionismo fisico. L’esempio più eclatante è senza dubbio Pokémon Trading Card Game Pocket, il gioco mobile dedicato alle carte Pokémon uscito a fine 2024, che nel giro di appena una settimana superò i 10 milioni di download, arrivando poi rapidamente oltre i 30 milioni e continuando a macinare numeri enormi nei mesi successivi. Secondo varie stime di mercato, il titolo avrebbe addirittura superato il miliardo di dollari di incassi nel suo primo anno di vita, superando anche Pokémon Go nello stesso arco temporale.Il segreto di questo successo sta soprattutto nella capacità di ricreare il rituale tipico dell’apertura delle bustine reali: effetti sonori studiati appositamente, animazioni soddisfacenti, rarità delle carte e la continua speranza di trovare quella più ambita riescono a generare la stessa emozione del collezionismo fisico. L’apertura di una bustina digitale è ormai diventato quasi un rito sociale, tanto che è spesso tra i contenuti più seguiti dei content creator, che in diretta video mostrano ogni singolo pacchetto aperto nella speranza di trovare una carta rara.Pokémon Trading Card Game PocketYouTube/The Official Pokémon YouTube channelAlcuni videogiochi hanno persino fatto il percorso inverso, trasformandosi in giochi di carte collezionabili fisiche. Un esempio è League of Legends di Riot Games, che ha dato vita a Riftbound, un gioco di carte collezionabili che simula le battaglie del videogioco, ma in formato da tavolo. Il mazzo base è andato esaurito praticamente subito ed è ancora oggi acquistabile soprattutto sul mercato secondario a prezzi molto alti.Tra fisico e digitale, però, si è in parte persa la funzione originaria dei giochi di carte, che sarebbe semplicemente quella di essere giocati. Sempre più spesso, invece, una parte dell’utenza sembra concentrarsi quasi solo sulla ricerca delle carte rare da rivendere a cifre elevate o sul racconto del valore economico delle singole carte, trasformando la passione in una forma di speculazione continua.Più che di una bolla pronta a scoppiare, forse, si può parlare di un mercato che ha ormai assunto una dimensione enorme e molto più complessa di un tempo. Quel che è certo è che il confine tra gioco, collezionismo e investimento si sta facendo sempre più sottile, mentre chi ama le carte per il semplice piacere di giocarci rischia di trovare sempre meno spazio. E proprio per questo, oggi, gran parte della sperimentazione più creativa sembra essersi spostata nel mondo dei videogiochi, dove le carte continuano a reinventarsi e a trovare nuove forme.