Il gioco non è più percepito come un’attività confinata all’infanzia, ma è entrato stabilmente nella vita quotidiana degli adulti. Due italiani su tre continuano a giocare anche in età adulta e per molti il gioco rappresenta prima di tutto uno spazio di evasione, una decompressione rispetto a ritmi e responsabilità della vita adulta. Sono anche un’occasione per recuperare dimensioni spesso marginalizzate, come la creatività, la manualità e il piacere della condivisione. Il fenomeno dei kidult - fusione di kid (bambino) e adult (adulto) - non è solo nostalgia generazionale, è il segnale che il gioco ha cambiato funzione sociale: non serve più solo a crescere, ma anche a non invecchiare. Lo attesta il sondaggio condotto da Swg dal 4 al 6 marzo 2026 su un campione nazionale di 800 soggetti maggiorenni (metodo Cawi).

I millennials scelgono puzzle e giochi da tavolo, la Gen Z carte e costruzioni

Due adulti su tre giocano: puzzle e giochi da tavolo guidano il fenomeno, soprattutto tra i millennials, mentre la Gen Z preferisce le carte collezionabili e le costruzioni. Un cambiamento che si riflette anche nel mercato che è stato in grado di cavalcare la genesi del nuovo segmento kidult. Il 42% acquista e gioca con giochi da tavolo (56% millennials), il 25% i puzzle, il 19% carte e Tcg (Trading Card Game o giochi di carte collezionabili), percentuale che sale al 25% per la Generazione Z. Il 12% preferisce i building set (come ad esempio i Lego), scelti dal 32% della generazione Z. Il 9% acquista e gioca con action figure/collezionabili. Non acquista giochi per uso personale il 36% degli intervistati, Percentuale che sale al 38% per la generazione X e al 49% per i baby boomers.