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6 DICEMBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 9:52

Immersi nei videogiochi online fino a adottare un comportamento da gioco compulsivo: quasi uno studente su tre di 12 anni passa infatti cinque o più ore consecutive a intrattenersi con questa forma di divertimento. È il dato che emerge da uno studio condotto dall’Università di Hong Kong e pubblicato sulla rivista scientifica Plos One, che mette in luce come il cosiddetto binge gaming non sia un fenomeno marginale, ma una realtà diffusa tra i giovanissimi. L’indagine ha coinvolto 2.592 studenti di scuole primarie e secondarie, con un’età media di 12 anni: il 31,7% ha dichiarato di aver giocato compulsivamente nell’ultimo mese, con un divario evidente tra ragazzi (38,3%) e ragazze (24%). Non solo: il gioco compulsivo si associa a problemi di salute mentale e scolastici, soprattutto nelle ragazze, che hanno mostrato livelli più elevati di depressione, ansia, stress e solitudine, oltre a peggior rendimento e qualità del sonno rispetto alle coetanee non compulsive.

Il disturbo da gioco online (Internet Gaming Disorder) è riconosciuto già dal manuale diagnostico degli psichiatri DSM-5, e studi precedenti lo avevano collegato a sintomi depressivi, ansia e disturbi del sonno. Questo nuovo lavoro conferma e amplia i rischi, indicando il binge gaming come possibile indicatore precoce di disagio psicologico e sociale.