«Il mercato delle carte collezionabili è in crescita a ritmi del 7-8% annui. Ma ha un potenziale ancora più elevato». A dirlo è Robert Giel, dal 2021 amministratore delegato di Cardmarket, piattaforma numero uno in Europa di compravendita di trading cards. Un nome forse sconosciuto ai più. Ma non agli appassionati di questo settore che ormai è diventato un business di dimensioni globali. Secondo Giel, il suo valore è «intorno agli 8 miliardi di dollari». Una semplice carta vintage può costare quanto un Rolex, se non di più. A metà febbraio, il celebre youtuber Logan Paul ha venduto una rarissima carta Pokémon, un Pikachu Illustrator, a quasi 16,5 milioni di dollari - commissioni d’asta incluse - dopo averla acquistata nel 2021 a 5,3 milioni. Aprile è stato un mese record per gli affari delle trading cards. Card Ladder, app di tracciamento delle vendite di trading cards, ha registrato oltre 616 milioni di dollari sui mercati secondari. Ma questo fenomeno «ha preso slancio durante la pandemia. Non ha ancora raggiunto il picco e ruota soprattutto attorno a chi compra e vende carte giorno dopo giorno, non tanto nelle singole vendite milionarie», afferma Giel. Com’è nata Cardmarket? «Cardmarket è stata fondata a Berlino nel 2007 da Luis Torres e Matthias Knelangen. Studiavano all’estero e avevano difficoltà a scambiarsi le carte collezionabili con gli amici. Da quell’esigenza è nata l’idea di creare questa piattaforma con un piccolo finanziamento bancario. Da lì, questa realtà è cresciuta di pari passo con la crescita e l’evoluzione del mondo delle trading cards, esclusivamente con modalità di autofinanziamento».