Hanno segnato il Novecento, i giochi da tavolo.

Hanno dato il via a mode epocali e si sono rivelati successi in grado di entrare – restandoci saldamente anche oggi - nelle abitudini di milioni di persone.

Se i libri-game adesso vivono una nuova rinascita appassionando intere generazioni e il sudoku contagia i lettori del New York Times, sono andati spesso oltre le aspettative i passatempo più famosi che si sono incrociati con i principali avvenimenti del secolo: dai conflitti mondiali alle dittature, dai movimenti artistici ai maggiori eventi sportivi. "Spesso sono uno specchio dei tempi e qualche volta, nel loro piccolo, li hanno anche influenzati, - spiega Andrea Angiolino, autore di giochi e del libro ' Un secolo di giochi. Monopoly, Subbuteo, Tetris e altre storie ludiche', uscito per Carocci.

Il volume ripercorre la nascita e la storia dei dieci giochi più iconici del Novecento.

Tra questi il ‘cadavere squisito’, anche noto come ‘il gioco dei bigliettini’ o ‘sigaretta’ (comporre frasi o disegni in modo collettivo su fogli via via piegati e passati di mano in mano) è stato il passatempo – tra gli altri – anche di Jacques Prévert, Andrè Breton, Joan Mirò e Man Ray tanto da divenire parte del ‘manifesto’ del Surrealismo con opere realizzate a più mani.