"Questo è sicuramente uno dei luoghi più significativi per ricordare la Repubblica". Il 2 giugno nel Parco nazionale della Pace di Sant’Anna è arrivata l’ex parlamentare Rosy Bindi, che ha offerto una disamina straordinaria di questo spaccato di storia e pace per l’Italia. Fra i presenti anche le superstiti Adele e Siria Pardini, sorelle di Anna la vittima più giovane della strage di Sant’Anna. "Siamo qui – ha esordito Rosy Bindi – grazie all’impegno e al sacrificio di molti. Ricordare questo giorno significa guardare al futuro. In questi ottant’anni abbiamo attraversato insieme luci e ombre, compreso gli errori compiuti e le ferite subite. Ma quella luce ci aiuta a interpretare un tempo che molti di noi non credevano di dover vivere di nuovo. Il referendum del 2 giugno 1946 vide una partecipazione straordinaria: non fu una scelta di minoranza. Alle spalle c’erano vent’anni di fascismo e anni in cui il suffragio universale non esisteva. Eppure la gente partecipò in massa, perché voleva dare il proprio contributo al paese. Il 54,3% scelse la Repubblica, il 45,7% la Monarchia. Non fu scontato, per quanto il risultato fosse netto. Bobbio lo spiegò bene: si scelse il referendum perché nel popolo stanno le radici della democrazia e della Repubblica. Il diritto di voto fu il primo passo, ma il cammino delle donne è stato (ed è ancora) la rivoluzione più lenta e tortuosa della storia. La Repubblica – ha proseguito – riconosce i diritti inviolabili della persona ed è al loro servizio, rimuovendo gli ostacoli che impediscono di fatto la partecipazione alla vita democratica. La Repubblica siamo noi, come singoli, come famiglie, come partiti, come sindacati, come realtà che si aggregano per perseguire l’interesse generale. E’ nata dalla Resistenza e dalla Seconda guerra mondiale, disegnata nella Costituzione. Una casa che sa aprire le porte e arricchire le comunità".