«La Repubblica riconosce in questo luogo di martirio, in questo sacrario civile, una delle sue più profonde radici». A dirlo è il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione dell’81° anniversario dell'eccidio nazista di Sant'Anna di Stazzema. «Dall’abisso del dolore e della sofferenza la comunità di Stazzema e, con essa, l'Italia intera – sottolinea il Capo dello Stato –, hanno trovato le forze per riscattare la disumanità degli oppressori, per edificare su basi nuove la dignità delle persone, la libertà per tutti, la democrazia, la pace».
«La memoria – ammonisca Mattarella – è la condizione che tiene unite le generazioni nel progredire dell'identità di un popolo, tiene vigili le coscienze perché violenza, odio, volontà di dominio non abbiano a prevalere. Oggi le guerre tornano a gettare le loro ombre spettrali, con la ferocia che la storia già ci aveva mostrato e che speravamo per sempre dissolta. L'eccidio di Stazzema, la ferita indelebile impressa nella nostra storia, rappresenta un pungolo per richiamare alla responsabilità di respingere la violenza dell'uomo contro l'uomo, per costruire convivenza, rispetto del diritto fra eguali. La centralità della persona umana e il valore della comunità in cui vive sono il lascito esigente di chi ha vissuto gli orrori e lavora per ricostruire».








