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12 AGOSTO 2025
Ultimo aggiornamento: 12:53
“Uno spaventoso calvario, divenuto simbolo degli orrori delle guerre, della logica di annientamento delle SS, delle disonorevoli ed esecrabili complicità fasciste“. E’ la definizione data dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella all’eccidio di Sant’Anna di Stazzema, di cui ricorre oggi l’81esimo anniversario, una delle più sanguinose stragi compiute dalle truppe occupanti tedesche con la collaborazione dei fascisti italiani. Furono trucidate oltre 500 persone: donne, anziani, sfollati, tantissimi bambini. I loro corpi vennero accatastati e bruciati. A Sant’Anna si è tenuta la consueta cerimonia: quest’anno l’orazione è stata affidata alla sindaca di Genova Silvia Salis, accolta dal primo cittadino di Stazzema Maurizio Verona. “La Repubblica – aggiunge il presidente nel suo messaggio inviato a Stazzema – riconosce in questo luogo di martirio, in questo sacrario civile, una delle sue più profonde radici. Dall’abisso del dolore e della sofferenza la comunità di Stazzema e, con essa, l’Italia intera, hanno trovato le forze per riscattare la disumanità degli oppressori, per edificare su basi nuove la dignità delle persone, la libertà per tutti, la democrazia, la pace”. Da qui il capo dello Stato sottolinea che “la memoria è la condizione che tiene unite le generazioni nel progredire dell’identità di un popolo, tiene vigili le coscienze perché violenza, odio, volontà di dominio non abbiano a prevalere”. “Oggi le guerre tornano a gettare le loro ombre spettrali, con la ferocia che la storia già ci aveva mostrato e che speravamo per sempre dissolta. L’eccidio di Stazzema, la ferita indelebile impressa nella nostra storia, rappresenta un pungolo per richiamare alla responsabilità di respingere la violenza dell’uomo contro l’uomo, per costruire convivenza, rispetto del diritto fra eguali. La centralità della persona umana e il valore della comunità in cui vive sono il lascito esigente di chi vissuto gli orrori e lavora per ricostruire”.







