L'eccidio nazi-fascista di Sant'Anna di Stazzema è una «ferita indelebile impressa nella nostra storia». Sergio Mattarella commemora la strage del 12 agosto 1944, quando le SS con la complicità dei fascisti trucidarono 560 civili - 120 erano bambini - e ne rilancia la memoria. Col suo doloroso «pungolo» il presidente della Repubblica richiama la società italiana e soprattutto la politica «alla responsabilità di respingere la violenza dell'uomo contro l'uomo». Vale per il dramma quotidiano di Gaza, vale per l'Ucraina e per tutte le guerre che oggi «tornano a gettare le loro ombre spettrali, con la ferocia che la storia già ci aveva mostrato e che speravamo per sempre dissolta».