C’è aria di crisi ai vertici dell’economia russa. Banca centrale, ministero delle Finanze e dello Sviluppo economico hanno informato il Cremlino che l’attuale livello di spesa previsto per la Difesa rischia mandare in bancarotta il bilancio dello stato. Bisogna trovare soldi in fretta se si vuole continuare a investire così massicciamente nella guerra in Ucraina, altrimenti si rischia la recessione in tempi brevi.

LO SOSTIENE Bloomberg che ha esaminato diversi documenti ufficiali russi e ha sentito alcune persone informate sulle discussioni in atto a Mosca. Vladimir Putin sarebbe furioso. Ad aprile aveva ordinato quasi in diretta nazionale ai funzionari del governo di spiegare perché l’economia stesse registrando risultati inferiori alle aspettative. Dalle previsioni di crescita all’1,3%, comunque le più basse dall’inizio della guerra, siamo passati allo 0,4%. Non è bastata l’impennata dei prezzi del petrolio (di cui la Russia è tra i maggiori esportatori mondiali) causata dalla guerra in Iran, che pure ha rappresentato la proverbiale manna dal cielo per le finanze della Federazione. Stando alle fonti di Bloomberg: «Il petrolio dovrebbe rimanere sopra i 100 dollari al barile per almeno un anno affinché l’economia migliori in modo significativo e questa manna non risolve i problemi strutturali che incidono sulla crescita, sull’inflazione e sul settore bancario».