La guerra in Ucraina sta spingendo il bilancio russo oltre i limiti fissati dal Cremlino. Quest’anno la spesa militare dovrebbe superare le previsioni di almeno duemila miliardi di rubli, cioè 24,22 miliardi di euro. A rivelarlo sono Max Seddon e Anastasia Stognei del Financial Times, che hanno visionato il testo di una lettera interna inviata dal ministro delle Finanze russo Anton Siluanov. Nei primi quattro mesi dell’anno il deficit federale ha raggiunto 5.880 miliardi di rubli. Lo Stato russo ha speso molto più di quanto ha incassato: quasi un rublo su tre tra gennaio e aprile non è stato coperto da entrate reali, ma da debito e riserve.
Lo scenario potrebbe peggiorare. Secondo il Financial Times, lo sforamento della spesa militare rischia di arrivare a oltre quattromila miliardi di rubli e ripetersi anche nel 2027 e nel 2028. Non sarebbe quindi un costo eccezionale e isolato, ma una nuova normalità di bilancio: la guerra richiederebbe ogni anno più denaro di quanto previsto, costringendo il Cremlino a rivedere continuamente le proprie priorità.
Per coprire il buco, il ministero delle Finanze ha chiesto di congelare circa 2.900 miliardi di rubli di spese non militari già quest’anno. Difesa e sicurezza assorbono ormai quasi il 40 per cento del bilancio federale. Tutto il resto diventa sacrificabile: dalle infrastrutture agli ingenti trasferimenti alle regioni russe













