| 2 Giugno 2026 19:02 |

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Ad Amendolara, quattro migranti sono stati bruciati vivi per il pizzo sul trasporto: L’unico sopravvissuto della strage denuncia la mafia del Pakistan.

AMENDOLARA (COSENZA) — «Ho visto l’orrore, sono vivo per miracolo». È il racconto lucido e agghiacciante dell’unico sopravvissuto alla strage di braccianti compiuta ieri, 1 giugno2026, ad Amendolara, nell’Alto Jonio cosentino. Il giovane bracciante agricolo, un cittadino afghano che viveva insieme alle vittime a Villapiana, è stato rintracciato e intervistato in esclusiva dal Tgr Calabria. Davanti ai microfoni del giornalista Francesco Salvatore, l’uomo — che è apparso nel video con le braccia vistosamente fasciate a causa delle ustioni riportate — ha mostrato i segni drammatici di una tragedia in cui quattro suoi compagni sono morti bruciati vivi. «Ho pensato di morire», ha confessato. Per la strage, due persone sono già state fermate con l’accusa di omicidio volontario.

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