VENEZIA - Tre presidenti di Biennale per il nuovo polo dell'arte contemporanea a Venezia. Un progetto da 8mila metro quadrati all'Arsenale, in un sestiere (quello di Castello) che, grazie soprattutto alla Biennale ma non solo, caratterizza sempre di più la propria nuova vocazione, non più solamente turistica, ma legata a proposte e sedi culturali.

Paolo Baratta, Roberto Cicutto e Pietrangelo Buttafuoco hanno presentato ieri il nuovo Archivio Storico-Centro Internazionale della Ricerca sulle Arti Contemporanee all'Arsenale (Campo della Tana 2169/F). Un polo internazionale costato oltre 38 milioni di euro stanziati dal ministero della Cultura, la Biennale di Venezia aggiunge un nuovo tassello al lungo percorso di recupero e valorizzazione degli spazi storici avviato a partire dal 1999. Ospitato nel Magazzino del Ferro, accanto alle Corderie, il nuovo centro custodisce il patrimonio documentario della Biennale, raccogliendo materiali che raccontano oltre un secolo di storia delle arti contemporanee. Oltre Documenti, fotografie, audiovisivi, testimonianze provenienti dai diversi settori della Biennale e un ricchissimo giacimento di oltre 10 mila fascicoli troveranno qui una sede permanente aperta alla ricerca e allo studio. BUTTAFUOCO Per l'attuale presidente della Biennale Pietrangelo Buttafuoco il significato dell'Archivio va oltre la semplice conservazione. «Che cos'è l'archivio - ha chiesto ieri nel corso della presentazione ufficiale in tarda mattinata - Ve lo spiego con un gesto semplice: è quello di quando si afferra un documento. E quel documento, grazie a questa struttura e alla Biennale come centro di produzione, oltre che studio, attraverso quel gesto diventa un fatto d'arte". Un luogo capace di trasformare la memoria in uno strumento attivo di conoscenza e di produzione culturale. Una visione condivisa da Debora Rossi, responsabile dell'Archivio Storico della Biennale, che ha sottolineato come il nuovo spazio sia stato pensato per vivere durante tutto l'anno. «La nuova sede dell'Archivio Storico - ha aggiunto Buttafuoco - sarà un luogo aperto tutto l'anno a studenti, ricercatori e studiosi, pensato non soltanto per conservare la memoria della Biennale ma anche per produrre nuova conoscenza. Qui confluirà un patrimonio unico che documenta la storia della Biennale dal 1895 fino ai giorni nostri. L'Archivio non sarà soltanto un luogo di conservazione, ma una vera e propria fabbrica della ricerca, dello studio e della valorizzazione del patrimonio». BARATTA Il progetto rappresenta anche il compimento di un progetto di lungo periodo. A ricordarlo è stato Paolo Baratta, presidente della Biennale dal 1998 al 2001 e dal 2008 al 2019. Durante i suoi mandati prese forma l'idea di restituire all'Arsenale una funzione culturale permanente. «Nel suo 92esimo anno di vita - ha detto Baratta - l'Archivio cambia sede e compie un passaggio simbolicamente significativo: dalla terraferma torna alla laguna, in una scelta che va in controtendenza rispetto a molti processi di decentramento. Tra le grandi istituzioni culturali che custodiscono archivi e patrimoni documentali, l'Archivio Storico della Biennale lascia la periferia per rientrare nel cuore della città, trasformandosi in un luogo vivo di ricerca, studio e confronto. Con questa iniziativa l'Arsenale sarà vissuto tutto l'anno e non soltanto durante le esposizioni temporanee. Si completa così un ampio programma di sviluppo avviato nel 1999 e prende forma un disegno istituzionale di lungo periodo. La nuova sede rafforza l'idea di un luogo dedicato alla produzione culturale e alla riflessione critica sull'arte, al servizio del pubblico e della sua capacità di interpretare il presente, senza finalità pedagogiche di natura ideologica o politica. Un progetto che riafferma, attraverso la cultura e la ricerca, il valore della libertà». CICUTTO Per Roberto Cicutto, predecessore di Buttafuioco, l'Asac rappresenta invece un centro di raccolta e diffusione di una straordinaria ricchezza di sapere, capace di ampliare ulteriormente le attività dell'istituzione veneziana. «Il nuovo Archivio Storico - ha ricordato Cicutto - rappresenta una bella storia della capacità della Biennale di dare concretezza alla propria visione di un'istituzione viva 365 giorni all'anno, aperta non soltanto agli addetti ai lavori ma anche a chi muove i primi passi nel mondo delle arti». Cicutto ha ricordao che «la solidità dell'istituzione consente oggi di percorrere strade nuove e di ampliare ulteriormente le attività della Biennale sotto la presidenza di Pietrangelo Buttafoco».