VENEZIA - Il paragone con il “Centre Pompidou” di Parigi non è irriverente. Per Venezia il nuovo Archivio Storico della Biennale, inaugurato ieri, è l’ennesimo spazio recuperato e donato alla cultura, un polo dedicato alle arti contemporanee nel sestiere di Castello. Ottomila metri quadrati all’Arsenale che ospitano il Centro Internazionale della Ricerca sulle Arti Contemporanee (Asac) della Biennale. Lo spazio è destinato a trasformarsi in un punto di riferimento permanente a livello mondiale per la conservazione, lo studio e la valorizzazione del patrimonio documentario delle arti contemporanee. Ospitato all’interno del suggestivo Magazzino del Ferro, situato accanto alle Corderie, il nuovo polo rappresenta uno degli interventi più significativi del lungo percorso di recupero e riqualificazione dell’Arsenale, avviato dalla Biennale nell’ormai lontano 1999. L’imponente struttura custodirà una ricchezza documentale straordinaria con oltre 10mila fascicoli, fotografie, materiali audiovisivi e cimeli storici, che raccontano oltre 130 anni di storia della Biennale, dalla primissima Esposizione Internazionale d’Arte del 1895 fino alle attività contemporanee.
L’importante opera di restauro e rifunzionalizzazione è stata realizzata su immobili di proprietà del Comune di Venezia grazie ai finanziamenti strategici del Pnrr, nell’ambito del fondo per i “Grandi Attrattori Culturali” del ministero della Cultura. I cantieri, avviati nel marzo 2024 e portati a termine nel pieno rispetto del cronoprogramma, hanno comportato un investimento complessivo di oltre 38 milioni di euro. La copertura finanziaria stanziata dal Mic è frutto di due canali: 20 milioni di euro a valere sui fondi “Grandi Progetti Beni Culturali” (già stanziati nel 2019) e ulteriori 18 milioni provenienti dalle risorse del Pnrr. Il nuovo Archivio Storico è il frutto di «una illuminata intuizione che segue il percorso di almeno tre ministri della Cultura che voglio ringraziare. Dario Franceschini, con cui si avvia, Gennaro Sangiuliano con cui è continuato, e Alessandro Giuli, che accoglie, accompagna e condivide il lavoro», ha dichiarato Pietrangelo Buttafuoco, presidente de La Biennale di Venezia. Biennale, inaugurata la nuova sede dell'Archivio Storico VIDEO NUOVA FASE L’inaugurazione segna l’avvio di una nuova fase per un progetto che guarda al futuro senza rinunciare alla memoria storica. «La nuova sede sarà un luogo aperto tutto l’anno a studenti, ricercatori e studiosi. L’Archivio non sarà soltanto un luogo di conservazione, ma una vera e propria fabbrica della ricerca, dello studio e della valorizzazione del patrimonio», ha spiegato Debora Rossi, responsabile dell’Archivio Storico della Biennale. Per Simone Venturini, sindaco di Venezia, l’apertura dell’Archivio rappresenta un traguardo di portata internazionale che supera di gran lunga i confini cittadini: «Oggi possiamo immaginare l’Archivio Storico come un grande giacimento non solo da cui estrarre sapere, ma anche da raffinare e trasformare». Tra gli ospiti intervenuti alla cerimonia Paolo Baratta, storico presidente della Biennale (alla guida dal 1998 al 2001 e dal 2008 al 2019), che ha ricordato come l’idea di destinare stabilmente gli spazi storici dell’Arsenale ad attività culturali permanenti sia nata proprio durante i suoi mandati. A siglare il valore della giornata sono state inoltre le parole dell’ex presidente della Biennale, Roberto Cicutto: «L’archivio è una bella storia della capacità della Biennale di dare concretezza alla propria visione di un’istituzione aperta». L’attuale presidente, Pierangelo Buttafuoco, ha sottolineato che «il nuovo Archivio Storico è l’esito, il risultato di un progetto, e vorrei dire anche di un processo, la cui istruttoria è stata di consapevolezza nel dare, passo dopo passo, un qualcosa di cui tutti abbiamo bisogno: un centro studi, un centro di produzione culturale». A portare il saluto del ministero della Cultura è stato Angelo Piero Cappello, direttore generale Creatività Contemporanea: «Il nuovo Archivio – ha osservato – riesce ad accogliere e custodire il passato in un contesto contemporaneo mantenendo lo sguardo rivolto al futuro». L’apertura della nuova sede è accompagnata da una maratona culturale: tre giornate di iniziative dedicate alle diverse discipline della Biennale.








