di

Giovanni Vigna

Durante le ore diurne l’attività di confezionamento pacchi si svolgeva regolarmente, con personale assunto. Ma di notte cambiava tutto: la scoperta durante un controllo a San Martino dall'Argine. Dieci cittadini stranieri hanno tentato di scappare nei campi, gli spazi per dormire nei soppalchi abusivi

Turni massacranti di dodici ore, lavoratori in nero pagati pochi euro a notte e dormitori abusivi ricavati all'interno del capannone. È quanto hanno scoperto i carabinieri del nucleo ispettorato del lavoro di Mantova e della compagnia di Viadana durante un controllo in un laboratorio di confezionamento della zona industriale di San Martino dall'Argine. L'operazione ha portato alla sospensione dell'attività, a sanzioni per oltre 80mila euro e alla denuncia del titolare con l'accusa di caporalato.

Secondo quanto emerso dalle indagini, l’azienda, titolare di un regolare contratto di appalto con una nota realtà imprenditoriale della provincia, gestiva la forza lavoro attraverso un doppio sistema. Durante le ore diurne l’attività si svolgeva regolarmente, con personale assunto e retribuito secondo le norme. A partire dal pomeriggio entrava in funzione un’organizzazione parallela completamente illegale.