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Un terremoto di magnitudo 6.2, una potenza superiore ai drammatici sismi che in passato hanno sconvolto l'Aquila e Amatrice, ha fatto tremare la Calabria. Eppure, l'alba si è svegliata senza macerie né feriti. Com'è possibile che una scossa così energetica non abbia provocato distruzioni? La risposta sta nella complessa geologia del nostro sottosuolo ed è stata spiegata dettagliatamente dal geologo Carlo Tansi.Il "viaggio" dell'energia: la subduzione della Placca Ionica

Il cuore del fenomeno risiede nelle profondità del Mar Ionio. Sotto la Calabria si estende un’enorme "lastra" di roccia, nota come Placca Ionica, che sprofonda lentamente verso il centro della Terra attraverso un processo scientifico chiamato subduzione.Il sisma della scorsa notte, con epicentro al largo di Amantea, si è originato proprio a causa del movimento e della rottura di questa placca profonda."Pur essendo un terremoto di magnitudo 6.2 — spiega Tansi — si è verificato a grande profondità. Questo significa che l’energia, prima di arrivare in superficie, ha dovuto percorrere centinaia di chilometri e lungo il tragitto si è in gran parte attenuata".

Ecco perché la terra ha tremato in un’area vastissima, ma senza gli effetti distruttivi che una simile magnitudo avrebbe causato in superficie.Il fattore distanza: l'analogia della bomba