Perché il terremoto di magnitudo 6.2 in Calabria non ha causato danni? La scossa è stata avvertita dopo la mezzanotte. Il sisma ha avuto epicentro a 250 chilometri di profondità, e già questo è un primo fattore, al largo della costa tirrenica cosentina. La scossa è stata avvertita anche a Napoli e in alcuni comuni dell'area vesuviana, come Portici, fino ai confini col Salernitano, e in Basilicata, in particolare nelle zone a confine con la Calabria, ma anche in Puglia e Sicilia.
La paura In alcune località i cittadini sono scesi in strada e hanno iniziato a chiamare sia la Protezione civile regionale che i vigili del fuoco ma soprattutto per avere informazioni. La sala operativa della Protezione civile regionale ha iniziato a contattare tutti i sindaci dell'area più prospicente all'epicentro come Cetrato, Lamezia Terme ed Amantea ma nessuna segnalazione di danni. Anche a Cosenza la situazione è tranquilla e non risultano al momento richieste di soccorso. La situazione è sotto costante monitoraggio.L’intero territorio calabrese è ad elevato rischio sismico. La Calabria ha una pericolosità sismica molto alta, come indicato sul sito della Protezione Civile della regione, ma anche una vulnerabilità altissima (per fragilità del patrimonio edilizio, infrastrutturale, industriale, produttivo e dei servizi) e un’esposizione molto alta (per densità abitativa e presenza di un patrimonio storico, artistico e monumentale in zone interessate da faglie attive).Ma perché la Calabria ha una pericolosità sismica così elevata? Tutti (o quasi) conoscono la “Teoria della tettonica a placche”, secondo la quale i continenti non sono fermi ma si muovono e costituiscono un insieme di placche rigide che “galleggiano” su un orizzonte plastico. I continenti possono avvicinarsi o allontanarsi reciprocamente. Lungo i limiti di contatto tra i continenti le rocce si rompono. La Calabria è così esposta ai rischi “geologici” perché è collocata esattamente lungo la zona di contatto tra l’Europa e l’Africa che si stanno avvicinando ad una velocità di 7 millimetri/anno: in altre parole, la Calabria è “schiacciata” dalla grande morsa costituita dalla placca africana (a sud) e da quella europea (a nord).Schema di interazione tra la Placca Europea e quella Africana Questa morsa provoca la rottura delle rocce calabresi lungo quelle gigantesche fratture – lunghe da decine fino a centinaia di chilometri e profonde generalmente fino a 10-15 km – che i geologi chiamano “faglie”. Ma cosa sono le faglie? A causa dei movimenti della crosta terrestre legati alla deriva dei continenti, le rocce vengono compresse fino alla rottura; lungo le superfici di rottura (faglie) si producono spostamenti e, di conseguenza, attriti c he provocano la liberazione istantanea dell’energia elastica accumulata prima della rottura, sotto forma di energia “sismica”, cioè di onde sismiche (terremoto).










