Paolo Natale
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ROBERTO VANNACCI FUTURO NAZIONALE
Quando una nuova forza politica, come è Futuro Nazionale di Vannacci, si affaccia alla ribalta, si vuole conoscere al più presto quanto potrà valere in termini di consenso elettorale, per iniziare a prefigurare un ipotetico parlamento futuro e le possibili alleanze tra questo novello partito e quelli già presenti nell’arena politica. Le indagini demoscopiche dei primi mesi, che testano il favore dei cittadini nei suoi confronti, restano ovviamente molto imprecise, ma le loro risposte diffuse dai media tendono a fornire i primi risultati del potenziale di quella nuova forza politica, creando talvolta false aspettative.
Vannacci ha rotto con il proprio partito di provenienza, accusato di non agire politicamente come aveva dichiarato di fare, e fondazione di una nuova formazione politica (Futuro Nazionale, appunto) per ora “indecisa” se stare dentro o fuori dal perimetro governativo, formazione che in Parlamento ha per ora l’appoggio di quattro deputati, con la recente aggiunta di Laura Ravetto. E poi, il dato che più sta a cuore ai politici tutti: quanto prenderebbe in termini di voti reali? E quanto toglierebbe alle attuali forze politiche? Le profezie dei diversi Istituti di ricerca sul risultato di Futuro Nazionale si situano oggi tra un minimo del 3% ed un massimo di poco più del 5%. I suoi voti potenziali provengono per quasi la metà da ex-elettori della Lega, per un altro 25% da Fratelli d’Italia e per il resto da astensionisti. I suoi maggiori consensi li trova nel nord del paese, nella città “medie”, né troppo piccole né troppo popolose, tra i maschi e i lavoratori autonomi, e ovviamente tra chi si colloca a destra o nell’estrema destra. Il suo appeal rimane invece molto basso tra gli studenti e i giovani.








