La cardiochirurga pediatrica del Monaldi Gabriella Farina, indagata per la morte del piccolo Domenico Caliendo, rompe il silenzio con Report.

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«Io sto impazzendo, sono partita di notte, cercando di risolvere un problema, che era vitale per quel bambino e mi ritrovo in una situazione di diffamazione mediatica, c’è chi ha detto una bugia dietro l’altra, perché le cose affermate a Bolzano sono delle cose completamente false». Le parole – ed è importante ciò che afferma – sono della cardiochirurga napoletana Gabriella Farina. Fu lei che effettuò l'espianto del cuore destinato al piccolo Domenico Caliendo, morto a seguito di un trapianto di cuore fallito all'ospedale "Monaldi" di Napoli.

La professionista, oggi indagata insieme ad altri sei componenti dello staff medico dell'azienda dei Colli, si difende pubblicamente in una telefonata alla trasmissione d'inchiesta giornalistica Rai "Report" che si occupa del caso del bimbo di due anni morto in una vicenda tragica e dai contorni non del tutto chiari. Farina sostiene che il problema principale fu la fornitura di ghiaccio sintetico (ghiaccio secco, capace di far scendere la temperatura a -50 gradi e bruciare i tessuti del cuore da trapiantare) nella sala operatoria dell'ospedale San Maurizio di Bolzano, lì dove avvenne l'espianto dell'organo dal corpo del donatore. La cardiochirurga pediatrica del Monaldi contesta alcune dichiarazioni provenienti dall'ospedale altoatesino, sostenendo che siano «completamente false»: «La responsabile di questa struttura ha detto che avevo fatto lesioni sul cuore, hanno detto delle cose inconcepibili». A Bolzano, è bene chiarirlo, ad oggi non vi sono indagati.