Anche se l’affiliazione alla Figc è di un anno fa, altri parametri possono pesareRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciSe possibile, il giorno dopo fa ancora più male. La prospettiva di passare un’altra stagione nell’inferno dell’Eccellenza rappresenta un vero e proprio incubo per i tifosi della Spal, che a Giulianova hanno visto passare davanti ai propri occhi l’ultimo treno che portava alla serie D. La squadra di Parlato si è giocata la partita più importante dell’anno nel peggior modo possibile, facendosi travolgere ben oltre il passivo rimediato allo stadio Fadini da una Santegidiese che nei 180 minuti ha meritato senza se e senza ma la qualificazione alla finale dei playoff. Parlare di fallimento è sgradevole, ma non si può fare diversamente di fronte a un progetto che prevedeva la promozione immediata in serie D, primo step nel percorso che nelle intenzioni della proprietà argentina avrebbe dovuto riportare la Spal targata Ars et Labor nei professionisti nel giro di qualche anno. Doveva essere una marcia trionfale, si è rivelato un calvario. L’organico costruito in estate in una manciata di settimane presentava alcuni difetti strutturali evidenti, a partire dall’assenza di un bomber.
Spal, è stato un calvario. Allenatore e centravanti errori pesanti dell’estate. Ora tutto sul ripescaggio
Anche se l’affiliazione alla Figc è di un anno fa, altri parametri possono pesare








