Genova - “Ma fa qualcosa oltre a stare sempre sui social?”, o anche “fa sempre video, ma quand’è che lavora?” e ovviamente l’immancabile “più che un sindaco, è un’influencer”: quando si parla di politici che usano i social network per la loro comunicazione, che si tratti di sindaci, premier o candidati alle elezioni, i commenti negativi sono più o meno sempre gli stessi. Un mix di critiche, prese in giro ed evidentemente scarsa consapevolezza di che cosa siano davvero i social al giorno d’oggi e del perché siano ormai fondamentali per qualsiasi personaggio pubblico. Sono più o meno gli stessi commenti che abbiamo raccolto sulle nostre pagine quando abbiamo intervistato Marco Ballarini, il cosiddetto “sindaco di TikTok”, quando abbiamo analizzato il primo anno a Tursi di Silvia Salis attraverso la lente dei social o anche quando abbiamo raccontato la classifica delle Regioni più brave sui social. Per rispondere a queste obiezioni, di seguito elenchiamo le 4 ragioni fondamentali per cui i politici sono attivi sulle piattaforme, nel tentativo di spiegare una volta per tutte che “non si vince solo con i social, ma decisamente senza i social non si vince”, come ci ha ricordato in più occasioni Roberto Esposito, CEO di DeRev, società specializzata in strategia e comunicazione digitale. XIX Tech: le ultime notizie dal mondo della tecnologia
Da Obama a Salis, passando per Berlusconi e Meloni: perché i politici usano i social?
Con i social non si governa, ma con i social si vincono le elezioni: le 4 ragioni per cui non dovremmo più stupirci se le piattaforme hanno sostituito i comizi
I politici usano i social perché gli elettori (70-80% dei follower) vi cercano notizie e votano: è il canale più efficace per il consensus. Permette comunicazione diretta con i cittadini, scoperta dei problemi del territorio, e trasformazione della governance contemporanea.








