Roma, 20 maggio 2026 – La comunicazione politica si è trasformata profondamente con l’avvento dei social network, passando da una logica verticale e istituzionale a una comunicazione continua, immediata e sempre più costruita attorno ai linguaggi delle piattaforme.

Se in passato il leader parlava alla massa attraverso televisioni, giornali e comizi, oggi il rapporto con il pubblico passa soprattutto dai social, che hanno cambiato tempi, linguaggi e modalità del consenso.

I social hanno trasformato la politica oppure la politica ha rimodellato i social? Con questa domanda si è sviluppato oggi l’incontro dal titolo “I social e la comunicazione politica: dalla partecipazione alla polarizzazione”, organizzato da Inrete presso gli uffici romani della società di comunicazione e relazioni istituzionali e introdotto dall’amministratore delegato Simone Dattoli.

Al centro della nuova comunicazione politica ci sono ormai i contenuti video. “Oggi il contenuto principe sono i video”, osserva Pietro Dettori, Fondatore Esperia Italia ed ex responsabile Social M5S, sottolineando come reel, clip brevi e contenuti dinamici siano diventati il formato dominante. La politica si è adattata alle logiche dell’algoritmo, che “premia il contenuto”, indipendentemente dal fatto che provenga da un leader politico, da un influencer o da un’azienda. Cambia quindi il mezzo, ma resta centrale la capacità del leader di parlare direttamente alla massa. La domanda, semmai, riguarda il futuro: “Quale sarà la prossima mossa? Prima o poi i reel stancheranno”.