Il futuro della comunicazione politica sono i video e i reel, ma l’obiettivo è riuscire a trasmettere messaggi non effimeri ai cittadini, ha spiegato il responsabile social di Gualtieri. Mentre quello di Salvini sottolinea l’importanza ancora incompresa dei meme. Il futuro? Più incerto che mai secondo l’ex responsabile social dei 5 Stelle
A chi non è capitato di vedere sui social il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, inaugurare una piazza? O il ministro dei trasporti, Matteo Salvini, fare un sopralluogo in un cantiere? Il racconto politico è ormai profondamente legato alla comunicazione via social, e per cercare di governarla i politici si affidano a professionisti che provano a guidarne la narrativa, sebbene non sia sempre facile. Come farlo? Ne hanno parlato Daniele Cinà, responsabile della comunicazione social di Gualtieri, Cristiano Bosco, pilastro dello staff social di Salvini, e Pietro Dettori, fondatore di Esperia Italia ed ex responsabile social del Movimento 5 Stelle, all’evento “I social e la comunicazione politica: dalla partecipazione alla polarizzazione”, organizzato da Inrete.
Ma i tempi sono cambiati, e continuano a cambiare a una velocità incredibile, ha spiegato Bosco: “Il panorama della comunicazione è cambiato drasticamente rispetto al 2018 o al 2019: il periodo Covid ha accelerato trasformazioni enormi, cambiando non solo il mondo reale ma anche il modo in cui le persone consumano contenuti e informazioni online”. Come? “Oggi comunicare significa non soltanto seguire i trend del momento, ma anche riuscire a intercettare nuove abitudini informative, soprattutto della Gen Z, che sempre meno si informa attraverso i media tradizionali e sempre più attraverso piattaforme e linguaggi diversi: dai podcast a TikTok, passando per meme e short video”, ha proseguito il responsabile social di Salvini, che vede un grande potenziale proprio nei meme, “uno strumento sorprendentemente poco sfruttato dalla politica italiana, nonostante abbiano una capacità enorme di sintesi, viralità e riconoscibilità culturale”.







