In programma due giornate decisive per l’inchiesta: l’8 giugno l’esame dell’encefalo, il 9 l’incarico per gli accertamenti irripetibili su arma, tracce ematiche e profili genetici.Le date dell’8 e del 9 giugno prossimi segnano momenti importanti nel caso dell’omicidio di Niko Tacconi, l’ascolano morto il 18 aprile scorso all’ospedale Mazzoni di Ascoli dove era giunto in fin di vita per essere stato accoltellato poco prima da Emanuele Bellini in un appartamento a Porta Cappuccina. L’8 giugno è fissato un esame dell’encefalo che la Procura di Ascoli ha affidato al proprio consulente, il medico legale dell’Ast di Ascoli Francesco Brandimarte che lo scorso 24 aprile ha partecipato all’autopsia insieme al collega Massimo Senati (anche lui consulente della magistratura ascolana), al dottor Claudio Cacaci per la parte civile (i familiari della vittima assistiti dagli avvocati Umberto Gramenzi e Silvia Morganti) e al dottor Umberto Rosini nominato dalla difesa di Bellini. Il 9 giugno, invece, si procederà al conferimento dell’incarico che la Procura ha deciso di affidare alla dottoressa Chiara Turchi che dovrà procedere ad accertamenti tecnici non ripetibili.
Dovrà verificare la presenza di tracce ematiche sul coltello da cucina della lunghezza complessiva di 27 centimetri, col quale Bellini è accusato di aver ferito Tacconi con due fendenti, di cui il secondo, all’addome, ha provocato la grave e irreversibile emorragia che ha causato il decesso dopo il ricovero al pronto soccorso dell’ospedale Mazzoni. Il perito dovrà anche estrarre il dna sulle tracce di sangue presenti sul coltello in questione e sulle altre che sono state rinvenute nell’appartamento in via Pergolesi, teatro della tragedia, e nel piazzale dove il parrucchiere ascolano, ormai ferito, si è accasciato dopo essere uscito dal palazzo. Infine i risultati dovranno essere comparati con il dna estrapolato dal campione di tessuto prelevato in sede di autopsia a Niko Tacconi, con quello estratto dal campione di saliva prelevata dai carabinieri ad Emanuele Bellini nelle ore successive all’arresto. Alle operazioni potranno presenziare anche i consulenti di parte, Claudio Cacaci per la parte civile e Umberto Rosini per l’imputato. Il 56enne ascolano Emanuele Bellini è accusato di omicidio volontario, resistenza a pubblico ufficiale e lesioni procurate ai carabinieri accorsi nell’appartamento teatro della tragedia. Per la Procura ha colpito più volte la vittima con un coltello da cucina dalla lama lunga 17 centimetri, provocandole la morte a seguito di shock emorragico da ferita penetrante all’addome.







