Un nuovo, forse decisivo, tassello per l’inchiesta sul duplice omicidio di Pietracatella. Domani è in programma l’accertamento tecnico irripetibile sui sette dispositivi elettronici sequestrati nell’abitazione di Pietracatella il 4 maggio. L’avviso è stato notificato ai cinque medici indagati per omicidio colposo e ai familiari delle vittime, ritenuti parti offese. Potranno partecipare i diretti interessati con i loro legali e consulenti. L’analisi è affidata agli specialisti dello Sco della direzione centrale Anticrimine che avranno due mesi di tempo per consegnare l’esito.
«Le aggravanti contestate nei confronti di ignoti sono quelle della premeditazione e dell’uso del mezzo venefico». È la procuratrice di Larino, Elvira Antonelli, a spiegare il contesto nel quale si muovono le indagini per la morte di Antonella Di Ielsi e sua figlia Sara Di Vita, specificando che al momento non ci sono indagati né aggravanti dal vincolo familiare. «Abbiamo bisogno di tante certezze che in questo momento non ci sono. Abbiamo messo in piedi diverse cose all’esito delle quali si potrà andare a colpo sicuro su quello che è stato». Dopo l’estrazione forense dei dati nel telefono di Alice, la figlia maggiore della famiglia sopravvissuta alla strage, adesso si passa a cellulari, pc, tablet e router prelevati dallo stabile di via Risorgimento, dove i Di Vita abitavano prima che fosse posto sotto sequestro. Verranno estrapolati sia informazioni su rapporti familiari e amicali - per ricostruire relazioni e abitudini - che possibili documenti e annotazioni su eventuali patologie delle vittime.












