Con il termometro rimasto per una settimana intorno ai 40 °C già alla fine di maggio, Hanoi si prepara a un’estate peggiore della precedente. Le fronde dei manghi, dei baniani, dei mogani e dei tanti alberi che adornano i grandi viali della capitale vietnamita e sono parte della sua identità non bastano a dare una tregua dal caldo torrido.
In questo clima apocalittico, le autorità cittadine hanno dato il via libera al megaprogetto di riqualificazione di un’area di 11.400 ettari lungo il fiume Rosso da 32 miliardi di dollari. Il Red river scenic boulevard (viale panoramico del fiume Rosso) – 80 chilometri di aree verdi, zone residenziali e percorsi turistici da realizzare entro il 2038 – dovrebbe costituire la spina dorsale di un progetto ancora più ambizioso: un piano per ridisegnare la capitale nel corso del prossimo secolo. Approvato ufficialmente il 28 marzo 2026, il piano prevede un investimento di 2.500 miliardi di dollari.
L’idea è dare una nuova forma alla capitale adattandola alla crescita economica e demografica prevista nei prossimi decenni. Dagli attuali 8,8 milioni di persone, si prevede che la popolazione arriverà a 19 milioni entro il 2065. Uno sforzo per rendere Hanoi “un sistema urbano multipolare, multicentrato, multistratificato” che mira ad affrontare sfide urbane di lunga data: traffico, esondazioni, inquinamento, scarsa igiene alimentare, edifici datati e aree residenziali al di sotto degli standard.












